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Arrestato Karadzic: La fine di un incubo

Era dal luglio del 1995 che era ricercato. Da allora era divenuto latitante e il suo ultimo contatto datato con il mondo esterno risale a più di 10 anni fa, al 1996, quando dopo la firma della fine della guerra in Bosnia-Erzegovina si era completamente dato alla macchia.

Tutto questo fino alla notte tra ieri e oggi quando, da quanto riferito dall’Ufficio della Presidenza serba Radovan Karadzic, fino ad allora latitante, era stato catturato dalla polizia e portato davanti ai giudici della Corte per i Crimini di Guerra, come anche indicato dalla TPI, ovvero il Tribunale Penale per la ex Iugoslavia.


Le dinamiche dell’arresto vanno al di là dell’importanza della notizia che chiude effettivamente un ciclo “sanguinario” per la ex-Jugoslavia. Un ciclo incominciato in quel terrificante 1995 a Sebrenica, con il tristemente noto massacro, che tra l’altro le cronache avevano riportato all’attenzione ultimamente anche grazie all’uscita del film con Richard Gere, ovvero The Hunting Party.

Oltre alle accuse di genocidio, Karadzic era accusato anche di aver rapito quasi 300 caschi blu e di averli utilizzati come scudi umani sempre nel 1995. La sua figura, ancora oggi comunque idolatrata da quei piccoli paesi dispersi nella Serbia che si autoproclamano la valorosa Republica Srpska, al momento della cattura era molto diversa da quella che tutti si aspettavano.

A sconvolgere l’opinione pubblica il fatto che Karadzic, si trovava a Belgrado, viveva a Belgrado, ma ancor peggio lavorava normalmente a Belgrado senza che nessuno si accorgesse di nulla. Barba e baffi che ne coprivano completamente il volto, un nuovo nome e una nuova identita a nasconderne le fattezze. Fuori un uomo nuovo, dentro sempre lo stesso.

Una nuova persona, Dragan Dabic il suo nome fittizio, che alla lunga non è riuscita a scamparla. Cosi dopo più di 10 anni la strage di Sebrenica ha di nuovo un volto. Quello di un medico, con barba e baffi lunghi e bianchi, quello di Dragan Dabic, quello di Radovan Karadzic.

Alla notizia della sua cattura tutta la città di Sarajevo è scesa per le strade a festeggiare con caroselli di auto. Chissà che per la ex-Jugoslavia non inizi finalmente un nuovo giorno.