Assembla Confindustria, applaude l’AD della Thyssen

di Michele Laganà Commenta

Foto: Ap/LaPresse

Nell’assemblea della Confindustria a porte chiuse che si è tenuta sabato 7 Maggio, tutti i presenti hanno omaggiato l’ad della Thyssenkrupp in Italia, Herald Espenhahn con un lungo applauso, affermando di essergli vicino in questo momento difficile. Herald, è stato condannato in primo grado a 16 anni di reclusione per quanto riguarda l’accusa di omicidio degli operai morti nell’incendio alla fabbrica.

La Marcegaglia, durante l’assemblea si è schierata con quelle aziende che hanno deciso di andare fuori dall’Italia, nel caso lo stato italiano attui delle leggi troppo severe e restrittive nei confronti delle aziende stesse. Secondo la Marcegaglia, la senza per omicidio volontario contro l’ad di Thyssen è l’unico caso in Europa, certo c’è da segnalare che nella fabbrica della  Marcegaglia, di Gazoldo degli Ippoliti (provincia di Mantova) si verificano il più alto numero di incidenti sul lavoro.

Certo non sono mancate le dure critiche da parte dei politici. Lo stesso Calderoli a margine del comizio che ha tenuto a Novara ieri ha dichiarato: “Quell’applauso ha insultato quelli che sono morti per un mancato rispetto delle regole della sicurezza”.  Ed ha aggiunto: “E’ stata una cosa che mi ha veramente disturbato. Vuole dire che pensano solo a quello che e’ il mondo dell’imprenditore; ma il mondo dell’imprenditore dovrebbe essere quello che ha ancora piu’ a cuore la sicurezza sul lavoro”.

Secondo il ministro Calderoli, con l’incidente alla Thyssen e la relativa sentenza “non siamo di fronte a chi ha rispettato le leggi e i regolamenti e poi purtroppo ha avuto contro la cattiva sorte. Quello che e’ successo e’ stata la conseguenza del mancato rispetto di regole e di leggi, quindi di applaudire non c’e’ proprio bisogno”.

Il ministro poi bacchetta anche la Confindustria, che secondo lui deve “fare il mea culpa e far si’ che tutti i propri associati lavorino e operino a tutela dei loro dipendenti, perche’, il dipendente sta a cuore piu’ a loro di chiunque altro”.

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