Alfano – Maroni: “Se cade il Governo, si vota”. Lotta alla criminalità organizzata: cifre ufficiali

di Joel Commenta

Nonostante le parole del Presidente della Repubblica auspicassero la rinuncia al voto, sono due Ministri dell’attuale maggioranza di Governo a mostrare differenti vedute. Angelino Alfano, titolare della Giustizia, e Roberto Maroni, Ministro dell’Interno, hanno prontamente replicato a Giorgio Napolitano utilizzando la prevista riunione del comitato di Sicurezza che si è tenuta a Palermo nel giorno di Ferragosto.

In una conferenza stampa congiunta, al termine della stessa, i due referenti dell’Esecutivo hanno ribadito di non essere “disponibili a giochi di palazzo, a ribaltoni, che tolgano al popolo sovrano il diritti di scegliere da chi vuole essere governato. Se la maggioranza viene meno non c’è altro rimedio che le elezioni, che si possono fare in qualunque momento dell’anno“.

Il messaggio è chiaro: dovesse cadere l’attuale compagine di Governo, l’unica strada percorribile è quella delle elezioni anticipate. ALFANO: “Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l’opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l’articolo uno della Costituzione, ovvero che la sovranità appartiene al popolo. Non appena riprenderanno i lavori (il Parlamento torna a essere attivo a settembre, ndr), sottoporremo alla maggioranza alcuni punti programmatici (giustizia, federalismo, fisco e sud, ndr), in base ai quali si verificherà se esiste o meno una maggioranza in grado di governare“.

MARONI: “La Lega non è disponibile a un governo diverso da quello esistente. A chi rievoca il ribaltone del ’94 rispondo che quella era un’altra era geologica: ora c’è di fatto l’elezione diretta dei premier, con il suo nome sulla scheda elettorale. E’ in corso un dibattito nel Pdl e mi auguro vi siano riscontri positivi nel breve periodo“.

Non solo dibattito pre-elettorale: semmai, lo stesso giunge a corollario di un momento nel corso del quale il Viminale ha potuto ufficializzare cifre e numeri inerenti alla lotta nei confronti della criminalità organizzata: da maggio 2008 ad oggi sono stati arrestati 6.483 mafiosi e 26 dei 30 latitanti più pericolosi. Non solo: le cosche si sono viste privare (tra sequestri e confische) di 32.799 beni per un valore di quasi 15 miliardi di euro.

Ancora MARONI: “In media sono stati catturati otto mafiosi al giorno e un superlatitante al mese. Per la prima volta abbiamo organizzato fuori Roma la tradizionale riunione del comitato e la scelta di Palermo ha un valore simbolico per evidenziare l’importanza che il governo annette alla lotta alla criminalità organizzata“. Ultimo dato relativo alla densità delle carceri italiane: attualmente, sono detenute 68.121 persone a fronte di una capienza regolamentare di 44.576 posti. Di questi, 24.675 sono stranieri e 28.941 sono in attesa di giudizio.

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