Roma, Alemanno: “Tassa sui cortei e manifestazioni nazionali”

di IsayStaff Commenta

Altra misura vessatoria proposta da una amministrazione comunale ma, stavolta, la singolarità dell’annuncio porterà con sè strascichi e polemiche inevitabili. L’intervento del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è di quelli da lasciare il segno: Roma tasserà le grandi manifestazioni e i cortei che si svolgeranno nella Capitale. Il primo cittadino:

Metteremo una sorta di tassa sui cortei: devono pagare qualche cosa, non possiamo pagare solo noi: nella città ci sono 525 manifestazioni nazionali in sei mesi. Stiamo studiando una delibera apposita per introdurre un contributo ai servizi nel caso delle grandi manifestazioni nazionali“.

Le parole rilasciate da Alemanno a “Cortina incontra” hanno già diviso la classe politica italiana: non solo per l’evidente diacronia della prposta rispetto al contenuto della Costituzione italiana che sancisce la libertà di manifestare ma anche per l’eccezionalità della misura, a cui nessuno aveva finora mai pensato.

Io penso – prosegue il Sindaco – sia giusto che nella definizione delle grandi manifestazioni nazionali che si svolgono a Roma ci sia anche il pagamento dei servizi. Quando c’è una manifestazione c’è per esempio l’Ama che deve ripulire le strade e altri servizi che devono essere resi e credo che nei limiti accettabili e compatibili con il diritto di manifestare sia giusto che chi organizza le manifestazioni paghi i servizi resi“.

La pronta replica arriva dal capogruppo Pd in Consiglio comunale, Umberto Marroni:

Ormai non ci sono più limiti alla fantasia del sindaco Alemanno nell’inventare nuove tasse. Adesso propone anche di tassare i cortei, ci aspettiamo  a questo punto a breve l’introduzione della tassa sui sit-in o di quella sulle assemblee. Non solo la libertà di manifestare è garantita dalla Costituzione e dalla successive normative e quindi dalla fiscalità generale ma ricordo anche che più di un anno fa è stato firmato un protocollo prefettizio dalle sigle sindacali e dai rappresentanti dei partiti per la disciplina delle manifestazioni al fine di ridurre i disagi per la capitale. Un concetto democratico generale che non vorremmo in questo clima di leghismo imperante si perdesse nella demagogia campanilistica. Peraltro i governi di destra di Comune, Regione e Stato, con l’aumento dell’irpef hanno già colpito duramente le famiglie romane, proprio sul prelievo fiscale generale“.

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