Una fiaccola (olimpica) val bene Parigi

di Angela Gennaro Commenta


parigi


Dopo Londra, Parigi. Ieri scontri nella capitale britannica. Oggi in quella francese. Perchè? Per lo sbarco della fiaccola olimpica. La fiaccola aveva un itinerario. E’ sempre così. E’ così che ne funziona il simbolismo.


La solenne marcia ha dovuto rivedere la sua solennità. Dall’alto delle solenni proteste scoppiate, la Storia si è compiuta. Solennemente, la marcia si è fermata prima del tempo. Ad agire, di nuovo, come ad Atene in occasione dell’inizio del viaggio della torcia suddetta, sono gli irriducibili di Reporters sans Frontieres. Che, a Parigi, con buona pace di Pechino, sono di casa.


Gli attivisti dell’associazione, da anni impegnata nella lotta in difesa della libertà di stampa, e i sostenitori del Tibet hanno più volte reso impossibile la vita del corteo olimpico: gli organizzatori sono arrivati a portare la torcia su un bus, “rivedendo” percorso e programmi.

Parigi, Parigi. La capitale francese arriva addirittura, dunque, a interrompere il percorso. La torcia olimpica, ormai, circola sotto scorta. Così è arrivata ieri, a Parigi. Sotto scorta. Il simbolo della pace e dello sviluppo umano. Della civiltà. Della storia. E’ sotto scorta.


RSF si ripropone, con quella che è un’immagine geniale. Bandiere, a non finire, con i cinque cerchi olimpici trasformati in manette. Sono il simbolo della protesta, e hanno fatto compagnia al passaggio della torcia, sventolando sulla Torre Eiffel, sugli Champs Elysée, sul municipio di Parigi. Il sindaco, Bernard Delanoe, ha cancellato ogni cerimonia. Nessun traguardo è stato raggiunto.


Rsf


Gli organizzatori, a un certo punto, hanno deciso che proprio non c’era nulla da fare. Assalti senza fine. Perchè i diritti umani e la loro difesa portato gli attivisti alla protesta continua. Dotata di una carica simbolica estrema. E gli organizzatori hanno caricato più volte la torcia su un autobus scortato dalla polizia. La fiaccola è sempre rimasta accesa. Dovevano specificarlo. Dovevano dirlo, che la fiamma si è spenta una sola volta per un problema tecnico.


Una marcia che è una corsa ad ostacoli. Chissà quante ne vedrà, ancora, prima di arrivare a Pechino. Sarebbe bello se potesse portare con sè il suo racconto, una volta giunta a destinazione.


La polizia, a Parigi, è arrivata ad usare la violenza. Quattro arresti, di cui due attivisti pro-Tibet e due di Reporters senza frontiere, nonchè una politica francese.


Sembra che a Pechino ci saranno restrizioni alle libertà di culto all’interno del villaggio olimpico. La faccenda della torcia, nel suo passaggio europeo, non è stata presa bene dalla Cina.

Vili azioni

Sono stati definiti i fatti di Londra. La Cina vede le cose in modo opposto, rispetto al mondo occidentale. E ha confermato la sua intenzione di far passare la fiaccola da Lhasa, la capitale del Tibet, il 20 e 21 giugno. Per poi essere portata da un gruppo di alpinisti sulla cima del monte Everest. I giochi olimpici, la fiaccola dell’armonia. Anche all’epoca di Hitler, i giochi olimpici si sono svolti.


Prossima tappa, signori, San Francisco. Sul Golden Gate, simbolo della città, sono comparsi già striscioni di protesta. La città è pronta. Qui vive la terza comunità cinese del Nordamerica.


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