Roma, rigurgito anti-gay?

di IsayStaff 4

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Nella notte tra martedì e mercoledì la discoteca Qube, in via di Portonaccio 212 a Roma, sede storica della serata Muccassassina, è stata presa di mira da persone ancora ignote, che hanno infranto i vetri dell’entrata e gettato del liquido infiammabile all’interno, tentando di dare fuoco allo stabile.

Un nuovo attacco contro la comunità lesbica, gay e trans che colpisce uno dei luoghi simbolo della Capitale, il Qube, che da molti anni ospita Muccassassina. Agli amici del Mario Mieli, organizzatori dell’evento, va tutta la nostra vicinanza e il nostro supporto. Questo episodio, che avviene a poche ore dall’arresto del responsabile dell’aggressione al Gay Village, sembra essere una reazione, un messaggio preciso che parla di intolleranza e discriminazione

Afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma.

Marrazzo parla di un filo rosso che unirebbe tutti gli episodi di violenza che si sono verificati in questi giorni. A cominciare da quello dell’aggressione di una coppia gay, già al centro di numerose polemiche.

Una serie di gesti che vogliono colpire la nostra presenza in città. C’è un emergenza di cui dobbiamo prendere atto e che va affrontata con un serio e vasto piano contro l’omofobia: interventi di prevenzione, culturali e di formazione

Chiosa il presidente dell’Arcigay romana. E si fa portavoce di un appello al Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, perché metta all’ordine del giorno del comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza la questione dell’omofobia e al Questore di Roma Giuseppe Caruso, che ha già manifestato la sua disponibilità, chiediamo un incontro per capire come poter attivare una più forte collaborazione con le Forze dell’Ordine.

In verità, a Roma c’è più di un progetto atto a combattere l’omofobia. Da più di un anno l’Assessorato alle Politiche Culturali collabora con il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli per il progetto “Smontiamo il Bullismo” che si è tenuto in sei scuole superiori della Capitale: un’equipe di docenti e psicologi ha offerto un contributo formativo utile a contrastare fenomeni di bullismo, machismo e omofobia.

Il Comune di Roma ha anche sostenuto il servizio di assistenza, con un numero verde, Gay help line rivolto in particolar modo ai gay e ai loro familiari. Roma ha poi aderito alla rete nazionale antiomofobia, su invito della città di Torino e ha dato nuovo vigore al Tavolo di Coordinamento LGBT ( Lesbiche, Gay, Bisex e Trans).

Staremo a vedere i prossimi sviluppi.

Commenti (4)

  1. contro ogni forma di manifestazione omosessuale.
    non è una cosa da sbandierare ai 4 venti.
    basta vittimizzare queste persone.
    ci sono questioni più urgenti che pensare a questi/e

  2. i gay dovrebbero bruciare all’inferno tutti. ce li impongono in tutte le salse e siamo stanchi di vedere questi ibridi, aborti della natura, fare spettacolo e reclamare dei diritti che non spettano a loro. morite.

  3. Perchè, anonimo, a coronamento di queste tue parole di apertura mentale, di sensibilità, di modernità, di umanità, di comprensione (magari non necessariamente condivisione, per carità,ma comprensione possibile) della diversità, non ritieni di mettere alcun tipo di identificazione identitaria da parte tua? Perché se i ruoli si rovesciassero tu non riusciresti a comprendere la pericolosità della violenza, anche solo verbale o del pensiero? Saluti.

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