Quali potrebbero essere gli esami specialistici da pagare?

di Alba D'Alberto Commenta

Ci sono alcuni argomenti che incidono sulla sussistenza dei governi: l’economia e il mercato del lavoro prima di tutto. Ovvero i cittadini vogliono un governo che dia loro sicurezza sul fronte economico e lavorativo: un impiego sicuro e pagato regolarmente. Poi c’è la sanità, un diritto inalienabile e alla portata di tutti. Insomma prestazioni gratis. 

Sul fronte economico e lavorativo sentiamo dire che il nostro Paese è in una fase di ripresa ma poi per vedere i frutti di questa ripresa bisognerà aspettare da uno a due anni. Insomma chi vivrà vedrà se l’impegno e le promesse dei politici di oggi faranno felici i cittadini di domani.

Il problema è che poi ci sono una serie di questioni “di pancia” da risolvere: il popolo vuole mangiare (fa la rivoluzione per la pappa col pomodoro, ce lo siamo dimenticati?!) e vuole anche avere i servizi. Siccome il popolo lavora e paga le tasse vuole anche con quelle tasse lo stato e le altre amministrazioni locali si paghino i servizi. Senza aumenti e senza adeguamenti, senza considerare che se il lavoro scarseggia, anche coloro che pagano le tasse sono meno e i servizi non possono essere gli stessi.

Evidenziata questa piccola contraddizione, bisogna prendere nota di un fatto che i cittadini trovano increscioso: ci saranno delle prestazioni sanitarie specialistiche a rischio pagamento (finora erano gratis). Così spiega tutto Il Messaggero:

Sarà lo stesso decreto ministeriale a individuare «le condizioni di erogabilità» (a cui si dovranno attenere i dottori) e le indicazioni per le visite specialistiche «ad alto rischio di inappropriatezza». Le visite e i trattamenti che sconfineranno dai futuri paletti saranno a totale carico dell’assistito. Ma a farne le spese sarà anche il medico: l’Asl potrà chiedere conto delle prescrizioni di cui non c’è reale necessità e potrà applicargli «una riduzione del trattamento economico accessorio», cioè della parte variabile dello stipendio. Stretta che riguarderà anche i medici convenzionati con il Ssn.

Le Regioni, dal canto loro, dovranno ridefinire i tetti di spesa dei privati accreditati per le visite ambulatoriali assicurando un abbattimento medio dell’1% del valore dei contratti, che riguarderà in particolare i ricoveri di riabilitazione.