Luciano Casamonica difende il funerale in pompa magna

di Alba D'Alberto Commenta

Le polemiche ci stanno: non siamo abituati a vedere un funerale in stile hollywoodiano con tanto di carro funebre trainato dai cavalli, la musica del padrino e tanti petali di rose rosse gettati sulla folla da un elicottero in volo. E per chi poi? Per Vittorio Casamonica, il patriarca di una nota famiglia romana mafiosa. 

I mafiosi morti sembrano preoccupare più di quelli vivi e un funerale in stile rom diventa un evento da trasmettere quasi a reti unificate. Esagerazioni di ogni tipo, ostentazione dello sfarzo e un prete, quello della Chiesa di Don Bosco a Roma, che si sperava diventasse un eroe rinunciando ad accogliere le esequie di un mafioso nel tempio di Dio sulla Tuscolana.

Insomma c’è chi avrebbe voluto raccontare una storia completa di contrapposizione tra bene e male, con tanto di sacrificio, eroi e perché no: magari anche i parrocchiani pronti ad impedire l’accesso del feretro e di chi lo seguiva, davanti alla porta della Chiesa. Non abbiamo assistito a niente del genere. Per i Casamonica è andato tutto liscio. Funerale e show organizzati e riusciti alla perfezione. Anzi, le polemiche, i tuttologi e gli opinionisti dell’ultima ora si sono sbizzarriti sul web.

Per tutti loro arriva la tracotante risposta di Luciano Casamonica, nipote di Vittorio (il morto per chi non avesse seguito tutto) che si rivolte addirittura al ministro dell’Interno. Addirittura?

Se io faccio un matrimonio e prendo la Rolls Royce non è che c’è la mafia. Noi Casamonica abbiamo sempre fatto le feste alla grande, da quando siamo qui a Roma. Signor Alfano non siamo mafiosi, non siamo persone cattive. Quando se ne va qualcuno, soltanto Dio giudica, non la politica. Mafia? È tutta un’altra cosa, Vittorio era una bravissima persona. Noi sapevamo che doveva morire e abbiamo fatto di tutto per accontentarlo: gli piacevano tanto le feste, non volevamo fare una cosa di pianto. È usanza, sono anni che quando muore uno dei nostri vecchi si usano le carrozze e i cavalli.

Non sarà che dobbiamo preoccuparci dei vivi?