Renzi scuote il Pd: è giunto il suo turno?

di Roberto Rossi Commenta

 Sul palco della festa del Partito Democratico di Bosco Albergati, in provincia di Modena, il sindaco di Firenze Matteo Renzi rompe il (breve) silenzio degli ultimi giorni e torna a fare il punto sullo stato di salute del suo partito, del governo e dell’Italia. “Caro Letta” – attacca l’aspirante guida del Pd – “niente alibi, il governo dura se fa le cose”: un’anticamera della conferma della crisi del governo, cui fa seguito una nuova presa disposizione su Silvio Berlusconi.

Citando anche Ligabue (“Non è tempo per noi”), Renzi ha tagliato qualsiasi fronde pessimista dal suo atteggiamento (pur dichiarando che forse, il tempo per lui, non arriverà mai). “Ventitrè anni fa un giovane sconosciuto cantautore, Luciano Ligabue, inventò l’inno della mia generazione, una canzone molto bella, ma anche triste, che diceva: ‘non è tempo per noi e forse non lo sarà mai”, io vorrei che ci domandassimo se davvero non è tempo per noi o se questo è il nostro tempo e torniamo a lavorare per dare all’Italia un futuro” – ha infatti aggiunto il sindaco di Firenze.

Quindi, dopo le prime introduzioni finalizzate a scaldare, come di consueto, il folto pubblico, Renzi puntualizza sul deludente atteggiamento del proprio partito. “Vorrei che il Pd riprovasse il gusto di inventare e non si limitasse a compiangere i tempi del passato” – afferma infatti il candidato alle prossime primarie, precisando come “se le generazioni prima di noi avessero detto purtroppo non sarebbero uscite dalle macerie della guerra. Se gli imprenditori detto purtroppo, l’Emila non darebbe uscita dal terremoto”.

Non mancano, infine, i commenti critici sull’operato di un governo checomplice la conferma della condanna di Silvio Berlusconi in Cassazione sembra essere sempre più debole. “Oggi hanno rinviato la discussione sul testo sul finanziamento ai partiti, penso che per il Pd sia stato un clamoroso autogol” – ha in merito attaccato Renzi.