Referendum, missione quorum: il popolo dell’acqua in piazza

di Angela Gennaro 1

Il popolo blu si prepara alla battaglia, al grido di “si scrive acqua e si legge democrazia”. Primo appuntamento sabato prossimo a Roma, con tanto di manifestazione nazionale. Per chiedere che il voto referendario non sia previsto, come deciso dal Governo, per il 12 giugno e il 13 giugno, ma accorpato alle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. E per chiedere, prima del referendum, la moratoria ai processi di privatizzazione del servizio idrico portati dal decreto Ronchi.

Proprio mentre il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani porta invece in consiglio dei ministri un’altra moratoria, quella sul nucleare. Con sospensione per un anno dell’installazione delle centrali e della ricerca dei siti. “Anche noi stiamo chiedendo da tempo la nostra moratoria per l’acqua”, spiega Luca Faenzi del del Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune. “Evidentemente non era così difficile farla. Ma la decisione presa per il nucleare è dettata solo dalla necessità di togliere forza al referendum e attaccare il quorum. Una presa in giro dei cittadini”.Forte dell’oltre un milione e quattrocentomila firme raccolte in quello che il Comitato definisce il “quasi totale silenzio dei principali mass-media”, il Forum si ribella all’accorpamento mancato scendendo in piazza. La scorsa settimana Pd e Idv hanno presentato due mozioni alla Camera sull’Election Day: bocciate, per mano radicale di Marco Beltrandi. “Un atto gravissimo”, tuona il Comitato Referendario, che promette battaglia per gli oltre 300 milioni andati così in fumo. La trafila amministrativista è già cominciata: il “Comitato promotore dei referendum ambientali e per il diritto ad esprimersi nelle consultazioni referendarie di giugno 2011” e il Codacons si sono rivolti al Tar del Lazio. La decisione è prevista per il 31 marzo.

Il punto è che il rischio quorum c’è, nonostante l’ottimismo. E chiama alla mobilitazione. La manifestazione di sabato è promossa dal popolo dell’acqua, ma è stata poi allargata a tutte le istanze coinvolte nei referendum di giugno, nucleare compreso. “È la manifestazione dell’acqua, e dei beni comuni: diciamo no al nucleare e sì all’acqua pubblica”, spiega ancora Faenzi. Sul quorum, comunque, “siamo da sempre molto positivi”: in prima istanza perché quello dell’acqua è un tema trasversale, “veicolabile ai cittadini”. Certo, l’accorpamento con le amministrative avrebbe “dato una mano”, e il no della Camera all’Election Day è, per i Comitati, “indecente”. “Stanno tagliando su scuola, sanità, cultura e spettacolo, dice ancora Faenzi. E poi “vengono bruciati così tutti quei soldi”. Il quorum, comunque, “lo raggiungeremo”. L’acqua unisce. E dopo i fatti di Fukushima sarebbe “ipocrita non dire che anche il quesito sul nucleare aiuterà”.

Il nucleare, appunto. La moratoria presentata in Cdm dal ministro Romani viene definita un “trucco” da Paolo Cento, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà. Il rinvio di un anno è “solo un inganno che dovrebbe fare imbufalire gli italiani”, tuona Alessandro Giannì, direttore campagne di Greenpeace Italia. “Non ha senso. O ci credi o non ci credi, al nucleare”. La moratoria non arriva in seguito “ad un dibattito pubblico sul nucleare, nel quale ha prevalso l’una o l’altra posizione. Qui il punto è piuttosto che l’esecutivo ora ha paura dei referendum, e sta provando così a depotenziare una bomba che si è messo da solo sotto alla sedia”. La manifestazione di sabato potrà comunque aiutare a fare delle previsioni sulle possibilità di raggiungimento del quorum. “Se avremo un’affluenza inattesa – si parla di mezzo milione di persone – potrebbe essere un segnale, certo”, dice Giannì.

Nucleare e spinta emotiva per quanto sta accadendo in Giappone, da Sel Paolo Cento si dice oggi sicuro che “sarà l’acqua a far raggiungere il quorum al referendum”. Perché il tema è “trasversale”, perché la battaglia vede da sempre “la presenza paritaria di diocesi, consumatori, associazioni, società civile, cittadini”. E i partiti devono “stare affianco a questa battaglia, senza strumentalizzare i quesiti nell’ottica dell’antiberlusconismo”. Accusa portata avanti da tempo all’Italia dei Valori, rea, secondo il Forum dei movimenti dell’acqua, di aver tentato di mettere il cappello alla battaglia per la ripubblicizzazione dell’oro blu portata avanti dalla società civile. Battaglia che di padrini politici non ha mai voluto saperne, “orgogliosa” dei risultati raggiunti senza l’aiuto della politica. “Non bisogna andare in questa direzione, non bisogna strumentalizzare”, conclude Cento. Solo così sarà possibile “intercettare quei pezzi di elettorato anche di centrodestra che non accettano che l’acqua sia privatizzata”.

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