Vendola: Puglia deprecarizzata

Letterina.

Carissimo Berlusconi,
quando ho letto sui giornali della tua venuta in Puglia, mi sono rallegrato. Ho immaginato quasi di poter avere un colloquio immaginario con te. Ti avrei detto: presidente, vedi quant’è bella la Puglia, dal Gargano al Salento. Attraversala in lungo e in largo. Capisci perché noi ci ribelliamo all’idea di poter collocare qui centrali nucleari, rigassificatori o altri impianti produttivi che inquinano e feriscono il diritto alla salute, il diritto all’ambiente.

Venendo qui, forse, presidente del Consiglio, ci avresti portato quell’assegno, che noi ti chiediamo da tanto tempo. 3 miliardi e 100 milioni di Euro, che il ministro Fitto, con un po’ di livore, di cattiveria, ha chiuso in cassaforte per impedirci di aprire i cantieri e di dare risposta alle domande di lavoro che sono così urgenti in un momento di crisi drammatica. Sai che significa perdere il lavoro, vivere nella precarietà, vivere nella paura del futuro.

Venendo qui, forse, ti potevi emendare da quella brutta immagine di un governo della destra prigioniero del nordismo della Lega di Bossi. E certo fa un po’ pena vedere anche i ministri meridionali schierati a tutela degli interessi della cosiddetta Padania. E vedere invece i nostri interessi feriti quotidianamente, a causa di una concezione della lotta politica che io considero barbarica.

Presidente del Consiglio, venendo in Puglia, forse ti potranno far vedere le tante cose nuove che sono nate in questa terra orgogliosa. Che non assomiglia a Gomorra, che fa nel Mezzogiorno d’Italia la differenza. Forse ti faranno vedere i tanti pannelli fotovoltaici, le tante pale eoliche. Che dicono una volontà: quella di essere Regione alternativa, Regione d’avanguardia. E poi, se tu vai nella Fiera del Levante, spero che ti possano far vedere i nuovi padiglioni fieristici, e il Cineporto, e il Cantiere della Casa delle Musiche. E’ una terra effervescente: abbiam dato coraggio alle giovani generazioni. Abbiamo protetto gli anziani, i bambini, le persone disabili. Abbiamo messo il valore della persona al centro dell’agenda di Governo.

Per questo il popolo pugliese è così orgoglioso oggi della propria terra.

Ed è per questo che rivendichiamo le risorse che ci sono state sottratte. Non per fare assistenzialismo o spese pazze. Ma per dare una prospettiva di futuro ai più giovani.

E per poter scrivere a caratteri cubitali all’ingresso della nostra regione: “Puglia, terra deprecarizzata. Laboratorio della speranza, terra di diritti”.

Per questo, signor presidente del Consiglio, la Puglia migliore non è spaventata dal tuo arrivo qui. Non pensa che le tue parole possano cancellare le cose belle che abbiam fatto. Le cose buone che intendiamo fare nel futuro.

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