Porta a Porta, la Liberazione ritrovata

di Angela Gennaro 1

Bruno Vespa on air. Eccoci qui. Anche stasera Porta a Porta. E perché mai farsi scappare l’occasione della Liberazione? Ospite Dario Franceschini, Segretario del Partito Democratico. E la sua sfida a distanza con il Premier, Silvio Berlusconi. E il suo viaggio – che non durerà solo per il periodo di campagna elettorale, assicura – sui treni che usano gli italiani.

Partigiani vs Repubblichini. La Resistenza, ha detto Silvio Berlusconi nel suo discorso a Onna, è momento fondante della nostra storia, come il Risorgimento. Non ha fatto neppure polemiche sulla Costituzione – miglior compromesso possibile – che però mancò un obiettivo: il compromesso. Franceschini sottoscriverebbe il discorso peer intero?

Un buon discorso, sì. Ma Berlusconi ha avuto 14 anni per scriverlo. Non potrebbe essere un discorso a doppia firma, dice il leader democratico. Che ha apprezzato che, dopo le insistenze dell’opposizione, sia stato ritirato il disegno di legge che vede l’equiparazione di repubblichini e partigiani.

Franceschini difende il nome della Festa della Liberazione, che non potrà diventare mai la Festa della Libertà come suggerito dal Premier. Perché quello è il nome che hanno dato i nostri Padri Costituenti. E aggiunge: Berlusconi dica ora chiaramente che per cambiare la Costituzione vi vuole condivisione tra maggioranza e opposizione.

Ed ecco che sbuca fuori Maurizio Belpietro – che ultimamente non manca ad un appuntamento televisivo. Mario Pirani, editorialista di Repubblica, fa il suo ingresso a sua volta. Quelle del Premnier il 25 aprile sono state, per lui, parole convinte. Cambiamenti: i comunisti sono diventati socialdemocratici e poi democrativi. Fini ha traghettato il suo partito su posizioni democratiche. Berlusconi, per l’editorialista, si sarebbe comunque mosso in questa direzione, a prescindere dalle “provocazioni” di Franceschini.

E’ poi la volta di Massimo Franco, editorialista del Corriere della Sera. Franceschini è uno dei vincitori morali di questa storia del 25 aprile. Il suo avversario ha accettato tutte le sfide, e viene in mente: forse c’è qualcosa che sa di bruciato. Berlusconi avrà una sua strategia, non è stato colto impreparato.

Il buon Renato Mannheimer ha intervistato l’elettorato del Pd. Che, per il 12%, potrebbe prendere in considerazione di votare UDC, e per il 45% l’IDV. Antonio Di Pietro spina nel fianco? Franceschini non lo ammette, dando una risposta “un po’ d’ufficio”, come gli fa notare Massimo Franco. Ergo?

Però c’è una cosa sulla quale sento di poter dire che ha ragione: Angela Merkel, Sarkozy o Gordon Brown si candiderebbero alle Europee?

Commenti (1)

  1. La liberazione è un valore condiviso da tutti noi liberal democratici, purtroppo qualcuno nel governo è stato spesso dalla parte sbagliata…

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