Penati si dimette da tutte le cariche ma dice: “Sono innocente”

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: Ap/LaPresse

Filippo Penati si è dimesso dalla carica di vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia e da tutte le cariche all’interno del Partito Democratico, nel quale era membro della Direzione Regionale, della Direzione Nazionale e dell’Assemblea Nazionale. Già presidente della Provincia di Milano, Penati è indagato per corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti in merito ai progetti urbanistici sull’area ex-Falck di Sesto S. Giovanni.
Le dimissioni dall’incarico nel Consiglio regionale lombardo sono state formalizzate con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Regionale, Davide Boni, nella quale ha spiegato così la sua decisione: 

“Visto il clamore e l’eccezionale esposizione mediatica, penso siano imprevedibili tempi brevi per l chiarificazione dell’ìntera vicenda e pertango ritengo opportuno garantire la piena funzionalità dell’Ufficio di Presidenza da cui mi sono autosospeso immediatamente dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, rassegnando quindi le mie dimissioni dall’Ufficio di Presidenza”. 

Penati ha spiegato inoltre di aver lasciato gli incarichi interni al PDperchè la mia vicenda non crei ulteriori problemi al partito“.
Intanto, però, i suoi accusatori hanno fornito altri particolari ai magistrati: in particolare, l’imprenditore Piero Di Caterina, anch’egli sotto inchiesta con le medesime accuse, avrebbe parlato di un giro di versamenti fatti a Penati o ad altre persone su richiesta dell’ex sindaco di Sesto e Vimercati, tra il ’97 e il 2003, per un totale di oltre due miliardi di lire.
I pm Walter Mapelli e Franca Macchia hanno inoltre messo sotto inchiesta, con le stesse accuse, anche Antonino Princiotta, già segretario generale della Provincia all’epoca della giunta Penati.
Penati, però, ha ribattuto così alle accuse: “Sono accusato con una montagna di calunnie da due imprenditori coinvolti in altre vicende giudiziarie che cercano così di coprire i loro guai con la giustizia. Non ho mai preso soldi da imprenditori e non sono mai stato tramite di finanziamenti illeciti ai partiti a cui sono stato iscritto“.
La vicenda scuote, chiaramente, il Partito Democratico, che ha convocato per martedì sera una riunione del coordinamento regionale lombardo. Il caso dell’ex presidente della provincia di Milano capita, infatti, pochi giorni dopo la vicenda del senatore Alberto Tedesco, per il quale il Senato ha negato l’autorizzazione agli arresti domiciliari.
Tedesco ha annunciato oggi l’intenzione di lasciare il partito, senza però dimettersi da senatore, polemizzando con tutti, dalla presidente Rosy Bindi, all’ex segretario Walter Veltroni, ad Enrico Letta, ed ha affermato: “Dal Pd non mi hanno neanche chiamato come si farebbe con una colf che si licenzia, mi hanno chiesto le dimissioni a mezzo stampa”.

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