Kenya: E’aperta la caccia al Kikuyu

Da alcuni giorni ormai in Kenya è aperta la caccia al Kikuyu. Non si tratta di una specie animale particolarmente preziosa o in via d’estinzione ma di un’etnia tribale del paese. Un’etnia che da ormai un mese è presa di mira da tutte le altre per i sospetti di broglio elettorale, per le presidenziali che hanno visto vincere il leader uscente Mwai Kibaki.

Scontri sempre più sanguinosi e violenti, di qualsiasi genere e specie dalle lapidazioni ai roghi, si stanno svolgendo in questi giorni nella regione di Nakuru, capoluogo della provincia della Rift Valley. Una situazione che, fino a questo momento in cui scriviamo, ha portato circa 70 cadaveri causati dagli scontri, ma con una stima sempre pronta a salire.

Le morti ormai avvengono in entrambe le fazioni. Da una parte c’è tutto un paese contro i Kikuyu, colpevoli di aver vinto “rubando” durante le ultime elezioni e presi di mira da assalti e violenze senza esclusione di colpi dalle tribù avversarie. Dall’altra c’è il calvario della tribù Luo, guidata dal leader dell’ODM Raila Odinga, presa di mira dalla polizia, che non mostra problemi a utilizzare il machete per sedare e disperdere le manifestazioni che nascono per le strade.

Grillo: tu vò fà l’americano

Grillo
Ai media d’oltreoceano a tratti diverte, probabilmente, parlare del Belpaese e delle sue beghe. A volte bene, a volte decisamente meno bene. Questa volta tocca al New Yorker.
Beppe’s Inferno, Tom Mueller. A comedian exposes government crime. Oggi in edicola il nuovo numero del New Yorker. Che, in copertina, lancia il Grillino nostrano. Colui che un tempo era un comico e un attore, e che oggi è IL blogger con velleità politiche mai ammesse, è oggi lì in bella mostra nientepopodimenoche sulla copertina del prestigioso settimanale dell’intellighenzia Usa.
Beppe Grillo viene senza mezzi termini definito Il Michael Moore italiano. Il giornalista, Tom Mueller, è evidentemente affascinato dal fenomeno Grillo.

Germania: Il duro schiaffo dell’Assia

E’ tempo di elezioni regionali in Germania con il voto in Bassa Sassonia e in Assia, due dei piu grandi “lander” dell’Allemania (in tedesco il lander è appunto la regione). Un voto che arriva giusto a metà della legislatura di Angela Merkel è la sua grande coalizione che tanto ha fatto parlare un paio di anni fa, giusto giusto mentre in Italia si polemizzava su chi avesse realmente le elezioni dopo un clamoroso 50 a 50.

La Bassa Sassonia è, geograficamente parlando, la regione di Hannover. Qui la CDU, il partito cristiano-democratico di Angela Merkel, ha visto confermati i risultati ottenuti in precedenza nella regione. Il presidente uscente Christian Wulff, potrà continuare a governare come già in precedenza seppur la percentuale di preferenze siano scese, nell’arco di 5 anni, dal 48 al 42%. Punti persi, e molti anche da parte del SPD, il partito socialdemocratico, che ha visto ottenere il suo peggior risultato di sempre in Bassa Sassonia.

L’Assia invece riporta un risultato completamente opposto a quello ottenuto nella regione di Hannover. Infatti nel lander di Francoforte il partito della Merkel, nonché quello del governatore uscente della regione Roland Koch, ha visto perdere 12 punti di preferenza rispetto al 2003 vedendosi superato dal SPD.

Berlusconi: o si va al voto o milioni di italiani a Roma

marcia Roma
Mentre ieri si celebrava la Giornata della Memoria, qualcuno ha avuto la geniale idea di far tornare alla mente e rievocare a qualche italiano forse troppo malizioso la Marcia su Roma.
Se all’interno di questa sinistra c’è qualcuno che vuole dividere con noi certe responsabilità, non saremo certo noi a dire di no. Silvio Berlusconi dice la sua senza peli sulla lingua dopo la caduta del governo Prodi. E la sua consiste nella strategia del ritorno immediato alle urne.
Ora sbuca fuori che va bene, perchè no, c’è uno spiraglio per un eventuale accordo con una parte della coalizione avversaria, nel caso in cui, dopo il voto, sia poi necessario gestire grandi problematiche di matrice istituzionale.

Un giorno diverso, per non dimenticare

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In un giorno come questo, la normalità del nostro lavoro, passa in secondo piano.
È il 27 Gennaio 1945, una data che segnerà la salvezza per milioni di persone.
Siamo in pieno regime nazista, sotto l’assedio delle armi per la guerra incombente, quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, durante un attacco alla città di Berlino, s’imbattono nel centro abitato polacco di Oświęcim, nota a tutti col nome che suscita rabbia, disprezzo e disperazione: Auschwitz.
Costretta a viaggiare nel tempo suscitando ricordi spaventosi, questa città ha ospitato orribili tragedie, indicibili ingiustizie e carneficine rimaste impunite.
La brama di conquista della “razza ariana” e il desiderio concreto di sterminare e cancellare completamente il popolo ebraico e non solo (considerate che ad Auschwitz furono uccisi oltre il 1500000 di ebrei, zingari, omosessuali, testimoni di Geova e prigionieri politici) hanno dato vita al Genocidio Nazista.
I pochi sopravvissuti al campo di concentramento hanno raccontato quello che accadeva nel loro soggiorno forzato ad Auschwitz, intrappolati in quell’orrore senza identità dove la sopravvivenza era l’unica prospettiva.
Lo sterminio non è solo frutto della scelleratezza della Germania nazista ma anche figlio del SILENZIO, di chi, da una posizione autorevole non ha impedito questa tragedia. Solo alcuni si distinsero, lo dimostra l’esempio del Re di Danimarca, che mettendosi simbolicamente una stella gialla (che contrassegnava gli ebrei) fermò con successo la deportazione degli ebrei danesi. Questo purtroppo non accadde in Francia, dove addirittura dopo l’armistizio furono consegnati gli ebrei francesi all’autorità nazista o in Italia dove l’impegno verso gli ebrei si evidenzia, più che altro, nell’intraprendenza di alcuni.

La Repubblica Italiana nel giorno 20 Luglio 2000 decise di riconoscere il 27 Gennaio come la “Giornata Della Memoria”, per non dimenticare le terribili tragedie del regime nazista.

Molti eventi si svolgeranno nel nostro paese, affinche gli orrori vissuti non vadano perduti nel tempo. La Fondazione Memoria della Deportazione pubblica un volume di “Otto lezioni sulla deportazione” mentre uscirà Il film “Hotel Meina”, di Carlo Lizzani.
Noi non dimentichiamo, con l’auspicio che questa ricorrenza non esaurisca in questa giornata il suo spirito.

Napolitano e la grossa gatta da pelare

Gatta
Napolitano ci prova, ma la gatta è grossa e ardua a pelarsi. Avesse ancora un numero idoneo di capelli, le mani sarebbero lì. Le consultazioni al Quirinale, in corso da ieri, proseguono, per trovare una soluzione alla crisi di governo.
Il Presidente della Repubblica ha cominciato in modo soft, se vogliamo: ha incontrato tutti i piccoli partiti di maggioranza e opposizione. La sua è una strada in salita. Difficile.
Al termine delle consultazioni di oggi ha affermato, serafico stanco e probabilmente con il buio più totale sul da farsi – che avrebbe chiunque, al suo posto: Per ora è impossibile fare anticipazioni.

La magistratura, questa sconosciuta

Tribunale
Buoni o cattivi? Mostri o vittime? E’ da Mani Pulite che la magistratura, in Italia, vive oscillando tra accuse e solidarietà da parte della politica. Perchè l’istituzione stessa ha oscillato a sua volta, e continua a farlo.
Di tutta l’erba un fascio? Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha lanciato un duro allarme durante l’apertura dell’anno giudiziario a Napoli. Ci sono toghe sce sbagliano, ammonisce, e che con i loro errori non non possono coinvolgere l’intera magistratura in un’attività che è destabilizzante sul piano generale.
Dopo l’inaugurazione dell’anno giudiziario in Cassazione, tocca ai Distretti periferici. Nelle corti d’appello del Paese, i temi principali trattati per l’occasione sono stati il rapporto tra politica e giustizia, l’emergenza infortuni sul lavoro e l’ormai cronica lentezza dei processi, un problema endemico.

Cannoli per tutti. Chez Cuffaro

Cannoli
Si direbbe il vero vincitore dell’Italia di questi giorni. Come essere un uomo condannato a 5 anni ed essere felice. Mio fratello si dimette da Governatore, parola di Silvio Cuffaro, fratello del più famoso Totò, Presidente della Regione e sindaco di Raffadali.
E poi, la frase magica: Prima si dimette poi festeggeremo con i cannoli. Mio fratello è molto sereno, adesso potrà occuparsi della sua famiglia. That’s the way it is. Standing ovation e applausi da parte degli assessori della sua giunta e dei deputati del centrodestra: Totò ha convocato l’assemblea regionale per una comunicazione urgente.

Montezemolo: sì a un Governo istituzionale, perchè questa legge elettorale cambi

Montezemolo
E meno male che ha dichiarato che non ha intenzione di scendere in politica. Intenzione no, ma presa di posizione sì, sempre. Sulla crisi di governo, e sull’Italia, arriva il rombo di tuono di Luca Cordero di Montezemolo. Il Presidente di Confindustria è a Siena, intervenuto all’assise regionale dell’industria toscana. E prende chiara e diffusa posizione nell’ambito della crisi di governo, della cronaca di queste ore e della situazione politica italiana tutta.
Montezemolo non ha in verità molti peli sulla lingua. Può farlo, dopotutto. Il suo cavallo di battaglia di oggi, assolutamente – personalmente – condivisibile, è : varare una nuova legge elettorale prima di tornare al voto.
Tutti, nei momenti di crisi, soprattutto dopo avere assistito al triste spettacolo da suk di questi giorni e alle scene vergognose di ieri in Senato, desideriamo che la parola torni a noi cittadini attraverso le elezioni. E’ naturale ed è giusto. Tutti vogliamo dire basta e le elezioni ci sembrano l’unico modo per poterlo fare.

Silvio Berlusconi Superstar. Ovvero: Voto is… now!

Jesus Christ Superstar
20 e 43 minuti del 24 gennaio 2008. Suona la campana fine per i 617 giorni del governo Prodi. E scoppia il putiferio. L’incertezza avanza, e neanche gli osservatori riescono a delineare un dopo plausibile o più probabile di altri.
Clemente Mastella, ieri sera, fino all’ultimo, anche dopo l’annuncio di Marini che ha ufficializzato la caduta del Governo, di fronte ai numeri di una crisi da lui voluta, provocata e interpretata, continua ad elargire commenti e dichiarazioni sull’inchiesta, sulla moglie, sul figlio, sulla concussione, sulla famiglia, forse anche sulla fede. Perchè no. Non si può dire che non abbia le idee chiare. Peccato che il complemento oggetto poi sia un altro.
L’unico, che come sempre, e con proverbiale savoir faire, si muove a suo agio e sa già tutto è Nostro Signore della Televisione. Il Redentore di Arcore sa già ogni cosa. Un quadro preciso si è delineato nella sua illuminata mente.

Rifiuti: Che ore sono? Sono 5 tonnellate alle 10.

Lo sa come misuro il mio tempo a Napoli? In tonnellate. Ogni minuto che perdo, 5 tonnellate in più sul disastro.

L’ironia che nasconde la verità. Con queste parole Gianni de Gennaro ha specificato quanto in questo momento ogni minuto buttato al vento, comporti migliaia di problemi a livello di smaltimento dei rifiuti che ormai da mesi infestano la Campania.

Gli occhi sono, forse per la prima volta ad quando è iniziato il problema, indirizzati verso un’altra direzione (diciamo un 150 km più a nord, destinazione Roma – Senato della Repubblica) e questo costringe il buon “superman” De Gennaro ad una dichiarazione mantenga gli occhi lontano da Napoli e allo stesso tempo non faccia dimenticare ai “capi” che in realtà lì, la soluzione, ancora non la si ha trovata.

1, 2, 3 tutti giù per terra. E’ caduto il Governo

Prodi
Gli applausi sono partiti per la senatrice con la S maiuscola, Rita Levi Montalcini. E, naturalmente, per il vero protagonista della giornata.
Scelgo per il Paese, scelgo per la fiducia a Romano Prodi. Scelgo in solitudine, con la mia libertà, con la mia coerenza, senza prigionie politiche, ma con la prigionia delle mie idee. Questa la dichiarazione di Nuccio Cusumano, senatore irriverente dell’Udeur . Che ha poi effettivamente votato per la fiducia a Prodi. Un martirio inutile, il suo.
Si è beccato uno sputo, un pezzo di merda, una serie di altre dolcezze dal suo probabilmente ormai ex compagno di partito, e Capogruppo dell’Udeur al Senato, Tommaso Barbato. Se ne è andato in barella dall’aula, per poi rientrare per il voto. Tutto inutile. L’Italia è di nuovo senza un governo.

E la sinistra esultò: Un guerriero!

Guerriero
E gridarono al Guerriero. Romano Prodi si incaponisce, e dopo le voci di ieri di una salita al Quirinale dopo aver incassato la fiducia della Camera – c’è chi lo aveva dato già per dimesso – ha deciso di andare avanti.
Il Professore si presenterà tra meno di un’ora in Senato per chiedere la fiducia. Stamane Prodi ha avuto un nuovo colloquio di un’ora con Napolitano: È stato un colloquio sereno e costruttivo. Ho comunicato al presidente della Repubblica che andrò al Senato alle ore 15.
Che succederà? A Palazzo Madama la maggioranza sulla carta, dopo la rivolta dell’Udeur, non c’è.

Mercato mondo: (NON) offresi lavoro

lavoro

Non solo Italia. La disoccupazione invade il mercato mondiale come certezza, dimostrando un trend che dunque non è solo italiano.

Suona la campana. L’allarme sul versante dell’occupazione a livello mondiale arriva dal Rapporto annuale dell’Organizzazione internazionale del lavoro. Le previsioni per il 2008 sono poco rosee. A livello mondiale, l’incertezza economica può fare crescere al 6,1 per cento la quota dei senza lavoro.

Non solo, ma nel mondo un miliardo e 300 milioni di persone percepiscono una paga giornaliera inferiore ai 2 dollari. E l’Europa si distingue particolarmente, per l’alto tasso di disoccupazione giovanile.