Ballarò, giustizia e finanziaria

ballaro-giustizia

Nuova puntata di Ballarò stasera, martedì 1 dicembre alle 21.10.

Tra i temi caldi il lodo Mondadori, la deposizione del pentito Spatuzza, udienza del processo Mills. Settimana intensa insomma, per i difficili rapporti tra politica e giustizia, mentre il parlamento è impegnato sulla finanziaria.

Questi i temi che affronta Giovanni Floris con gli ospiti di stasera a Ballarò. Eccoli: il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, il leader dell’IdV Antonio Di Pietro, il presidente della commissione finanze del Senato Mario Baldassarri, Bruno Tabacci di Alleanza per l’Italia, l’economista Giacomo Vaciago, la direttrice dell’Unità Concita De Gregorio.

La puntata del settimanale d’informazione di Raitre, è stata aperta dalla copertina di Maurizio Crozza. Copertina che non è decisamente piaciuta, stasera, al ministro Bondi.

Fini, fuorionda su Berlusconi

Il video in questione, certo significativo, è da tutt’oggi postato e ripostato, lanciato e rilanciato sul web, su Facebook (c’è a chi piace, a chi non piace, chi commenta, chi appoggia), su altri social network. Durante un convegno a Pescara, il “fuorionda” di Gianfranco Fini e le sue considerazioni con un suo amico magistrato diventano protagonisti.

Alcune frasi: Lui confonde la leadership con la monarchia assoluta… il consenso popolare che lo legittima a governare, con una sorta di immunità… Speriamo facciano il riscontro con scrupolo… perché è una bomba atomica… (le dichiarazioni del pentito Spatuzza, ndr.).
Si attende, chissà, a breve o non a breve – berlusconiano commento. Magari prima del prossimo libro di Bruno Vespa.

Milano, aggressione gay

Milano

Notizia dalle agenzie. Un genere di notizia che si è letta, sentita, vista soprattutto ultimamente, molte, troppe volte. Un uomo è stato aggredito a Milano. Aggredito e insultato. Perché? Perché gay. Lo hanno aggredito, lo hanno preso a calci e a pugni. Gli urlavano sei un gay. Lui ha 47 anni. E’ successo ieri sera in una stazione di servizio.

Erano in macchina, tre persone. Due sono scese, l’altro è rimasto alla guida. E hanno cominciato la loro violenza. Lo seguivano già da un po’. Lo avevano letteralmente puntato, per fare evidentemente quello che poi sono riusciti a fare. Lo avevano cominciato a seguire dal cimitero di Bruzzano, noto luogo di incontro per gay. Certo, ora la polizia indaga. L’uomo ha rifiutato le cure mediche.

Fini e Bertinotti a Porta a Porta

bertinotti fini porta a portaAnche stasera il salotto di Porta a Porta delizierà gli italiani nottambuli sulla prima rete. Oggi ospiti di tutto rispetto e spessore: Gianfranco Fini e Fausto Bertinotti. C’era un tempo in cui i suddetti venivano definiti, quasi all’unanimità e a prescindere dalle appartenenze di colore, gli ultimi politici di razza del Belpaese.

E per entrambi, a un certo punto – e con durata variabile – è arrivato il momento della presidenza della Camera dei deputati. Entrambi hanno recentemente scritto un libro.

Titolo della puntata di oggi di Porta a Porta: Che Italia sarà. Bella domanda.

Minareti, è polemica

minareti svizzera italia

La parola d’ordine del momento è minareto. La Svizzera, si sa, ha deciso con un referendum sul divieto di costruzione di nuovi minareti. Una modifica costituzionale promossa dalla destra nazional-conservatrice, che ha visto il 57,5% dei votanti dire sì al divieto. Solo in quattro cantoni su 26 la proposta è stata respinta.

Questo in Svizzera, e davvero non era prevedibile. Anche se il risultato viene spiegato con pacatezza: il ministro – anzi, la ministra – della Giustizia elvetico, Eveline Widmer-Schlumpf, afferma:

non si tratta di un voto contro la religione islamica ma contro i minareti come edifici. In Svizzera si rispetta la libertà di fede, è un valore fondamentale, ma certo il risultato di questo referendum non è un bel segnale. È importante che nella nostra democrazia si abbia la possibilità di votare, e questo voto non è contro la religione islamica

Ed è ormai scoppiata la polemica internazionale.

Report, Madoff: la grande truffa

report

Appuntamento come di consueto stasera, domenica 29 novembre alle 21.30 su Rai Tre con Report. La puntata di oggi ha il titolo: Madoff: la grande truffa di William Foxton e Robert Vaughn.

Si parte dalla storia di Bill Foxton, un ex soldato inglese che semplicemente voleva passare una vecchiaia serena. E allora aveva deciso di investire tutti i suoi risparmi in uno dei fondi a rendimento sicuro più stabili del mondo: quello di Bernie Madoff. La storia è ormai nota a tutti: una catena di Sant’Antonio creata da Madoff, ma crollata. Lui è stato arrestato a dicembre dello scorso anno, esattamente un anno fa. E Bill si è suicidato.

Caso Marrazzo, bombola di gas esplode in via Gradoli

esplosione via_gradoli

Non ha avuto molta eco sui giornali nazionali, perché tipica news da stampa locale. Ma fa una certa “sensazione”. Indymedia Roma riporta oggi la notizia di cronaca “Caso Marazzo”, esplosione in via Gradoli. La notizia è di questa mattina: nella via della Capitale, prima tristemente famosa per il caso Moro, in zona Cassia, oggi – ancora tristemente – per il caso Marrazzo, è esplosa una bombola di gas dopo le 6. L’esplosione è avvenuta a via Gradoli 60, ferita una persona bengalese.

E’ pura cronaca, naturalmente. Ma un senso di inquietudine sale, dopo la morte di Brenda.

Foto|Jonkind

Berlusconi e la Piovra

berlusconi

Non ci sarebbe, assicurano oggi i giudici toscani, l’iscrizione nel registro degli indagati per Silvio Berlusconi e per Marcello Dell’Utri. Smentite così le affermazioni di Libero, che aveva riportato il coinvolgimento del Premier e del senatore già da ottobre scorso in un’inchiesta sulle stragi del 1993.

La stampa paventa l’ipotesi del coinvolgimento del presidente del consiglio e di Dell’Utri in un’inchiesta per mafia da più giorni. Ma tutti gli altri quotidiani ci sono andati con i piedi di piombo. Certo, si parla delle parole dei pentiti che coinvolgerebbero il Cavaliere e il senatore, ma le indagini sono ancora in corso. Ed è in questo contesto che, invece, Libero ha titolato: Silvio indagato per mafia

Mussolini, Fiore e il video hard

Mussolini fiore video hard

Tutto questo proliferare di video, forse, potrebbe cominciare a confonderci. Sembra che i politici italiani abbiano un rapporto quanto meno “conflittuale” con i supporti audiovisuali.

Non bastano Piero Marrazzo, il caso che ne è esploso, la morte di Brenda. La parola trans che non si enuncia mai (l’italiano medio, in fondo, è perbenista) e che in questi giorni ritorna sovente, e non certo per la grande, necessaria sfida dell’integrazione. Non basta. Oggi ci svegliamo e veniamo a sapere che anche Alessandra Mussolini sarebbe stata ricattata per un video hard in cui sarebbe “ritratta” con il numero uno di Forza Nuova, Roberto Fiore. Lo riporta Il Giornale.

Che belvedere di dibattito politico. Sembra un video, quasi una fiction. Invece è realtà quotidiana d’Italia.

Foto|Wikimedia

RU 486. E il corpo delle donne

ru-486 senato

E certamente ce lo si aspettava. No? Sì, su. C’era da aspettarselo. La pillola abortiva, la Ru 486, diffusa e utilizzata nel resto del mondo da almeno già una ventina di anni (è stata la Francia la prima ad introdurla), qui in Italia continua a vagare alla ricerca di commercializzazione.

Bloccata dal Senato per “ragioni amministrative” (la verifica della compatibilità con la legge 194 sull’interruzione della gravidanza). Mentre il resto della società civile, forse, a questo punto si interroga smarrito sul senso recondito non tanto dell’aborto farmacologico (abortire ingerendo una semplice pillola sembrerebbe essere un modo troppo soft, per alcuni, di espiare la “colpa” che si sta compiendo), quanto sul perché questo Paese funzioni così.

Volantino Br, firmato “il Giornale”

brigate_rosse

Che al Giornale fossero particolarmente bravi, quasi autosufficienti, lo si sospettava ormai da tempo. Ma che arrivassero addirittura a scrivere di proprio pugno (e autoinviarsi di conseguenza) i volantini e le minacce delle Brigate Rosse, andava oltre le più fervide fantasie.

Un prodotto noto: lettera minatoria, redatta a mano. E poi lui, quel simbolo: la stella a cinque punte. La scorsa settimana, chi si è trovato davanti il volantino a Genova deve aver sgranato gli occhi, e non poco. Sotto la porta d’ingresso della redazione.

Per la Digos, a scrivere sarebbe stato proprio il destinatario delle minacce, Francesco Guzzardi: un giornalista collaboratore della sede genovese del Giornale. Il suddetto è stato quindi denunciato: simulazione di reato e procurato allarme. Il suddetto, stamane, scriveva così.

Ballarò, il governo alla prova

ballaro-crisi

Ci fa molto piacere che Giovanni Floris si sia ripreso dalla suina. Guarito – meglio di Topo Gigio – dall’H1N1, Floris torna al timone del suo Ballarò. Al centro del dibattito temi caldi che spaziano dall’economia alla giustizia e alla sicurezza. Temi che sono al centro di una “lotta intestina” all’interno della maggioranza. No, mai si tratta di uno scontro con l’opposizione: pare che in Italia non si usi più.

Giovanni Floris chiederà ai suoi ospiti (il ministro di giustizia Angelino Alfano, il leader dell’UdC Pierferdinando Casini, il capogruppo dei deputati della Lega Nord Roberto Cota, Luciano Violante del PD, l’imprenditrice Luisa Todini, la direttrice del Tg3 Bianca Berlinguer, il presidente della Ipsos Nando Pagnoncelli): La maggioranza resterà unita, e a che prezzo per il Paese?

Vedremo la rrisposta. Intanto attendiamo con ansia la copertina di Maurizio Crozza.

Porta a Porta, ecco il modellino di casa di Brenda

brenda modellino porta a porta vespa

Porta a Porta, il modellino della casa di Brenda. Naturalmente.

Signore e signori, Bruno Vespa non si smentisce. Temevate di non vedere più cose del genere? Temevate di essere ormai orfani di modellini? Avevate “sognato”, fatto congetture, vi siete anche voi immedesimati in novelli detective de noantri con l’ormai celeberrimo modellino della casa di Cogne dove si consumò il terribile omicidio del povero piccolo Samuele, per il quale Anna Franzoni è stata condannata (e processata mediaticamente)?

Bruno Vespa ha risposto a questa esigenza tutta italiana stasera, stanotte, nell’odierna puntata di Porta a Porta. Eccolo lì: il modellino della casa di Brenda, il trans del caso Marrazzo. Morta. Mentre il suo cellulare è  sparito, il computer finito nell’acqua, e quant’altro.

E la migliore amica di Brenda, China, che parla e racconta, testimone di una storia, un mistero tutto italiano (per l’ennesima volta). Mistero che – naturalmente si spera di sbagliare, sia beninteso – non verrà svelato prima di una quarantina d’anni.

Berlusconi? Rockstar dell’anno

berlusconi rolling stone rock star

La Rockstar dell’anno? No, non pensate a nulla che abbia a che vedere la musica. Niente U2, nè Iggy Pop, men che mai Bruce Springsteen.

La rockstar dell’anno è lui, sempre lui: Silvio Berlusconi. Ha uno stile assolutamente rock, assicura Rolling Stone, che come ogni anno a dicembre incorona la rockstar. Una persona che ha un’attitudine alla vitalità, persino eccessiva, spiega Carlo Antonelli, direttore. Eccolo lì, in copertina, con le fattezze di Jocker. Ma che fa con il tricolore?

Secondo Obama, terzo papa Benedetto XVI, che come stanno ricordando tutti i tg che stanno riportando la notizia in questione, in verità un disco l’ha anche fatto.

Silvio rock’n’roll, insomma. C’è chi la riporta come idea trionfale e riconoscimento sommo: chissà se l’elaborazione degli autori ha tutta questa positività. E poi leggere che il premier Silvio Berlusconi fa impallidire il da molti compianto Jackson (“La «Neverland» di Michael Jackson è una mansardina in confronto a Villa Certosa”) ha un sapore un tantino nebuloso.

Foto|La Stampa