Berlusconi e la Piovra

di IsayStaff Commenta

Non ci sarebbe, assicurano oggi i giudici toscani, l’iscrizione nel registro degli indagati per Silvio Berlusconi e per Marcello Dell’Utri. Smentite così le affermazioni di Libero, che aveva riportato il coinvolgimento del Premier e del senatore già da ottobre scorso in un’inchiesta sulle stragi del 1993.

La stampa paventa l’ipotesi del coinvolgimento del presidente del consiglio e di Dell’Utri in un’inchiesta per mafia da più giorni. Ma tutti gli altri quotidiani ci sono andati con i piedi di piombo. Certo, si parla delle parole dei pentiti che coinvolgerebbero il Cavaliere e il senatore, ma le indagini sono ancora in corso. Ed è in questo contesto che, invece, Libero ha titolato: Silvio indagato per mafia

Lo stesso Berlusconi si difende, con motivazioni che usano parole note, cavalli di battaglia di un politico:

Sono accuse infondate e infamanti. La maggior parte della magistratura è di sinistra e per questa ragione cerca un pretesto per attaccare il presidente del consiglio

Ma non sono tanto le parole sulle toghe rosse oggi a stupiree. Sono altre.

Non capisco come si fanno a pensare cose del genere e quali sarebbero state le mie motivazioni. Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo giuro che lo strozzo

La Piovra. Ricordate? Lo strozzabile in questione si chiama Ennio De Concini: è sua la penna che ha creato le storie del commissario Cattani, impersonato da Michele Placido e che negli anni ’80 faceva inchiodare letteralmente i telespettatori italiani alla tv. L’ultima puntata, nel 1989, ha potuto vantare 20 milioni di spettatori (Cattani muore in un attentato di mafia) ed è stata vista in 77 paesi del mondo. Lo sceneggiatore è morto l’anno scorso, dopo una lunga malattia.

Di libri sulla mafia, poi, non ce ne saranno mai abbastanza. O è meglio non parlarne? Tacere per evitare di fare brutta figura nel mondo? Il silenzio, dice dopotutto il detto, è “d’oro”.

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