Roma-Olimpiadi 2020, Alemanno: “La sfida si vince se siamo uniti”

alemannoRoma e le Olimpiadi del 2020. Il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, è dell’idea che Roma possa essere scelta per ospitare i Giochi solo nel caso in cui ci sia progetto condiviso e unità di intenti:

Il sostegno già espresso dal Consiglio regionale del Lazio e che sarà espresso la prossima settimana dalla Provincia di Roma è un passaggio importante che testimonia l’unità del territorio sulla candidatura olimpica.

Questa è una sfida che si vince solo se non ci si divide. Nella costruzione del dossier noi useremo ogni accorgimento pur di giungere a un progetto condiviso, che valorizzi il ruolo della Capitale d’Italia nella corsa alle Olimpiadi del 2020.

In una nota del Campidoglio si precisa che:

Il Comune di Roma ha raccolto il sostegno e la collaborazione della Regione Lazio e della Provincia di Roma per la candidatura olimpica ai Giochi del 2020. A partire da oggi i tre Enti Locali saranno parte attiva del tavolo tecnico, che valuterà lo studio di avanzamento del progetto per Roma 2020.

È questo l’esito del vertice che questa mattina si è tenuto in Campidoglio e al quale hanno preso parte il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il vicepresidente vicario della Regione Lazio, Esterino Montino, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e alcuni assessori dei tre Enti Locali.

Google, Cina e Usa: La battaglia è aperta

googleCrisi diplomatica sfiorata fra Usa e Cina. Il ministero degli Esteri cinese definisce “dannoso” per i rapporti con gli Stati Uniti il discorso di ieri di Hillary Clinton, che ha accusato la Cina di limitare il libero accesso a Internet come la Tunisia, Uzbekistan, Arabia Saudita e Vietnam. In una nota pubblicata sul suo sito web il ministro degli Esteri afferma che gli attacchi americani “negano la realtà e danneggiano le relazioni tra i due paesi“. “Internet in Cina è aperta e la Cina è il paese più attivo nello sviluppo di Internet” continua la nota, in cui viene rimarcarta che “alla fine dell’ anno scorso i netiziens cinesi hanno raggiunto la cifra di 384 milioni e ci sono 3,68 milioni di website, 180 milioni di blog“.

La Cina ha la sua situazione nazionale e le sue tradizioni culturali e gestisce Internet in accordo con le sue leggi e con le pratiche internazionali“, prosegue il ministro, che chiosa la nota, esprimendo la “speranza” che gli Usa “rispettino gli impegni presi dai leader dei due paesi” per migliorare le relazioni diplomatiche fra i due paesi. Pechino rimanda al mittente le critiche, ma nonostante le divergenze, si dice disponibile al proseguo del dialogo con il governo Obama. La Clinton ha chiesto alla Cina di avviare un’inchiesta “minuziosa” e “trasparente” riguardo gli ultimi casi di pirateria nel paese asiatico, in particolare contro Google, che sta pensando di andarsene anche a causa della censura.

Annozero, B&B: Berlusconi e Bettino

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Torna stasera Annozero. Il programma di Michele Santoro ospita stasera: Maurizio Gasparri del PdL, Luca Iosi e Paolo Flores D’Arcais. Perchè, insomma, si torna a tamburo battente a parlare di immunità parlamentare: in Italia venne abrogata con un referendum nel 1993, in seguito anche all’emotività scatenata da Tangentopoli. Ora la si vuole reintrodurre.

Le inchieste che riguardano esponenti politici riaprono nuovamente lo scontro tra magistratura e classe dirigente, come avvenne nel 1992 con Mani Pulite. E oggi, nelle commemorazioni per i dieci anni della morte di Bettino Craxi, si dà una diversa interpretazione di quegli anni. Che legame c’è tra le vicende giudiziarie di allora e quelle di oggi? Ci fu “un brusco spostamento degli equilibri nel rapporto tra politica e giustizia” come ha scritto il Capo dello Stato? Le riforme che riguardano la giustizia, come il processo breve e il legittimo impedimento saranno condivise da maggioranza e opposizione o riaccenderanno lo scontro? La situazione di oggi, non solo giudiziaria ma anche economica come l’enorme debito pubblico che grava sull’economia italiana, quanto deriva dalle politiche di quegli anni?

Un parallelo, quello tra Silvio Berlusconi e Bettino Craxi, che più volte calca la scena del Belpaese. B&B, Bettino e Berlusconi, Silvio e Craxi. Così come viene criticato l’operato di Di Pietro e del pool di Mani Pulite. Passato e presente. Forzature o cicli storici?

Papa Benedetto VXI nomina una donna a consiglio Giustizia e Pace

benedettoXVI_3Papa Benedetto VXI nomina una donna laica, Flaminia Giovanelli, per l’incarico di sottosegretario al Pontificio consiglio Giustizia e Pace. E’ la prima volta nella storia che a una donna viene affidato tale ruolo. La Giovanelli, da 36 anni in servizio al Consiglio, è nata a Roma e ha 62 anni.

Ha studiato a Bruxelles, si è laureata in Scienze politiche. Nel suo curriculum vanta anche un diploma in Biblioteconomia e in Scienze religiose.

Parla perfettamente inglese, francese e spagnolo ed è esperta di politiche di sviluppo e del lavoro dell’Organizzazione mondiale del lavoro, del Consiglio d’Europa, dell’Unione Europea, dell’Ecosoc e dell’Economic commission for Europe delle Nazioni Unite.

In una nota del presidente del Pontificio consiglio, card.Peter Kodwo Turkson, e del segretario Mario Toso si legge:

 La nomina della dottoressa Giovannelli conferma la grande fiducia riposta dalla Chiesa e dal Santo Padre Benedetto XVI nella donna e dimostra la sollecitudine della Chiesa per la promozione della dignità e dei diritti della donna nel mondo, questioni di cui si occupa il Dicastero. Ciò si inserisce nel solco dell’impegno profuso dalla Santa Sede sul piano diplomatico.

Emmatar, semplicemente

emmatar

Molti già i commenti. Dopo Avatar, arriva Emmatar. Hanno disattivato l’incorporamento, quindi non è possibile embeddarlo. Potete vederlo su Youtube o su RepubblicaTv. E’ lo spot non ufficiale e assolutamente virale per internet per la candidata alla presidenza della Regione Lazio, Emma Bonino, ideato dalla rete dei radicali.

Buona visione.

Processo breve, c’è l’approvazione del Senato

senatoIl Senato approva il ddl sul processo breve con 163 sì, 130 no e 2 astenuti. Pdl e Lega Nord hanno votato a favore, Pd, Idv e Udc contro. Il senatore del Pdl, Enrico Musso e il senatore del Pd, Alberto Maritati, in dissenso con il proprio gruppo di appartenenza non hanno votato, volendo “marcare anche fisicamente la distanza da questo ddl“.

Il provvedimento, che ora passa alla Camera, è stato approvato in prima lettura fra i reclami dell’opposizione, che ha puntato il dito contro l’eccessiva ristrezza della discussione in Aula. La maggioranza, invece, ha accolto con favore il passaggio del testo, il cui approdo a Palazzo Madama è di martedì scorso. Il dibattito, quindi, è durato una settimana.

Il mantra del Pd contro il processo breve

pd processo breve

Il Pd dice no in aula al processo breve. Lo fa con un vero e proprio mantra. Una nota uguale che tutti i parlamentari democratici hanno letto ieri al loro turno di parola. Eccolo:

La maggioranza si accinge ad un ulteriore, devastante passaggio del suo cinico progetto di disarticolazione della giustizia italiana. Al dispiegarsi di questo cinico progetto assiste un pubblico esterrefatto e sgomento di avvocati, di personale giudiziario, di magistrati, di professionisti della sicurezza e, soprattutto, di cittadini.

Mentre questa maggioranza – tristemente ridotta al rango di mera esecutrice di ordini – parla di dialogo, rifiuta con cocciuta e inquietante determinazione ogni ipotesi di miglioramento del testo in discussione, rendendo drammaticamente trasparenti le vere ragioni del suo procedere.

Vi è uno scenario che si intravede, alla fine di questo percorso. Questo scenario è, nè più nè meno, che lo scempio della giustizia italiana. Lasciatemelo ripetere: lo scempio della giustizia italiana. Di questo scempio vi assumete davanti al Paese tutta la responsabilità, politica e morale.

Un memento, insomma. Si va ora alle votazioni e verso l’approvazione in serata.

Haiti, caos inevitabile

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Haiti nel caos. L’isola, dopo il disastroso terremoto di una settimana fa, fa i conti oggi con le violenze, il pericolo (estremamente concreto) di epidemie. Cadaveri da seppellire, mentre è presumibilmente ormai troppo tardi per salvare altre persone. Gli occhi di tutto il mondo sono puntati su Port-au-Prince, la capitale di questo che è, oggi più di ieri, tra i paesi più poveri del mondo. Gli occhi, e le telecamere di tutto il mondo non stanno – al di là di alcune incursioni – al di là dei confini (pure molto pericolosi) di quella capitale.

Ed ecco che si immagina, si sa, si scrive, ma poco si può fare, per le tragedie del resto del paese. Cento bambini sepolti sotto una scuola, a pochi passi dall’epicentro del terremoto. Un’immagine agghiacciante, un’immagine che dalla nostra lontananza occidentale comoda e accomodata, O storie di miseria, morte e speriamo ancora vita ordinarie in questi giorni di straordinario orrore.

“No-Craxi-Day”, Di Pietro: “Era un delinquente latitante”. Capezzone: “Era un gigante, Di Pietro gnomo”

Craxi“Caro Bettino, grazie di cuore per quello che hai fatto. Spero di avere il modo di contraccambiarti”. È l’inizio di una lettera che Silvio Berlusconi scrisse a Craxi all’indomani del decreto salva-Berlusconi, distribuita dai partecipanti del sit-in indetto per il “No Craxi Day” davanti a Palazzo Madama, mentre nella biblioteca del Senato si stava commemorando il decennale della morte di Bettino Craxi. Tra i manifestanti, rinominati il “popolo in viola” per il colore dei vestiti indossati per l’occasione, sono spiccate le bandiere dell’Italia dei Valori e di alcuni movimenti comunisti. I protestanti hanno anche distribuito un volantino con una doppia faccia;  metà Berlusconi e metà Craxi, con la scritta “Berluscraxi” e hanno urlato: “Siamo contro la riabilitazione della figura di una persona morta in latitanza, così come non vogliamo che assieme alla sua figura politica venga riabilitata anche quella di Berlusconi”.

Riguardo l’ipotesi di intitolare una strada a Craxi, il popolo viola commenta: “Ci sono tanti altri personaggi cui si potrebbe intitolare”. Ieri il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato una lettera alla vedova Craxi. Interrogato sull’argomento il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha detto: “In questo momento non si sta dando una lettura più serena di quegli anni, ma più falsa e più distorta“. “Per questo – ha continuato Di Pietro – questa mattina siamo andati a portare dei fiori sulla tomba del padre di Sonia Alfano, ucciso per far arrestare i delinquenti mentre qui osanniamo un delinquente latitante“. L’ex magistrato ha risposto così a chi gli chiedeva se nei confronti di Craxi ci sia stato un atteggiamento senza eguali: “Certo, nel senso che ci fu un atteggiamento senza eguali da parte del crimine che ha commesso e che ha lasciato commettere, e che nella prima Repubblica molte persone commettevano. La colpa non è dei magistrati che hanno fatto il loro dovere, ma di coloro che senza eguali hanno commesso dei crimini senza fine“.

 A rispondere a Di Pietro ci ha pensato il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone: “Se non parlassimo di Di Pietro e dei suoi militi, ma di altri, potremmo definire empi i loro insulti e il loro odio contro un leader scomparso e contro una persona che non c’è più. Ma non è il caso di scomodare l’empietà per Di Pietro. È sufficiente dire che Craxi fu un gigante, e così sarà ricordato, mentre Di Pietro è e resta uno gnomo“.

Il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, in una nota ha smorzato i toni: “Le parole di Di Pietro e le monetine davanti all’Hotel Raphael contro un uomo morto sono la negazione della carità cristiana” .

Agca: “Emanuela Orlandi è viva”

Emanuela Orlandi“Emanuela Orlandi è viva, sul suo caso l’Italia non deve credere alle menzogne della Banda della Magliana“. Lo dice in un’intervista a La Repubblica Mehmet Ali Agca, il “lupo grigio” turco che nell’81 attentò alla vita di papa Wojtyla. Scarcerato ieri, Agca dice di “sapere tutto” sulla rapimento della Orlandi, ma al momento non può svelare i nomi di chi c’è dietro la vicenda: “Posso rivelare che Emanuela è stata rapita da un’organizzazione potente, soltanto per ottenere la mia liberazione e non esiste nessun altro motivo“. “Viene trattata umanamente fin dal giorno del rapimento – continua Agca – e subisce limitazioni del contatto esterno”. L’ex terrorista si augura di portare la giovane in Vaticano entro quest’anno.

 

 

Emanuele Filiberto a Sanremo: ecco il testo della canzone

Emanuele Filiberto Savoia

Ancora rimane il dubbio che sia uno scherzo. Un falso che sta girando in Rete. Certo, c’è Vittorio Zucconi che è indignato. Parla di “orrore”. A dare la notizia, e a confermarla, è Macchianera. Che arriva prima di Tv Sorrisi e Canzoni nell’anticipare un testo – vedrete, di quelli che faranno più parlare – di una canzone inedita del prossimo Sanremo. Già, perchè il Festival comincerà, certo e ineluttabile come solo lui sa essere, il prossimo 16 febbraio.

Ecco il testo, anticipato da Macchianera, del brano che Emanuele Filiberto Di Savoia, Pupo e il tenore Luca Canonici canteranno sul palco dell’Ariston. Il testo, dopo il salto, è made in principe (nel senso di: scritto da Emanuele Filiberto). Commentate, se credete.

Brigate rosse, due arresti a Milano

brigate_rosseIl personale dell’Antiterrorismo delle Digos di Roma e Milano hanno arrestato due persone, accusate di appartenere alle Brigate rosse. I presunti brigatisti sono stati catturati questa mattina nel capoluogo lombardo. L’Antiterrorismo ha eseguito un provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Roma, Dr. Caivano, su richiesta del Pool Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Roma diretto dal Procuratore Aggiunto, Pietro Saviotti. Ai due viene mossa l’accusa di associazione terroristico-eversiva, costituita in banda armata, denominata “per il comunismo Brigate Rosse”. Altri appartenenti a questo gruppo terroristico erano stati arrestati dalla Digos di Roma nella scorsa estate.

V.C., uno degli uomini arrestati, è stato trovato in possesso di materiale informatico che delinea i criteri e le modalità di criptazione dei documenti per finalità eversive. Nel documento sono scritte le indicazioni per usare al meglio il pc “una specie di codice di condotta che consigliamo ai militanti rivoluzionari”, evitando i controlli della agenti di pubblica sicurezza per non farsi “tracciare” in rete.

Bonino-Polverini: il duopolio che piace

bonino-polverini

Nel Lazio, si sa, la partita è tra due donne. Il fatto che, in una lotta politica tutta italiana, si usino finalmente le unghie per una volta, non è male. Ha ragione Emma, e senza il rischio di sembrare veterofemminista:

Che siano due donne le candidate alla presidenza di una Regione è un fatto anomalo per un Paese come il nostro dove si ha una concezione patetica del ruolo e funzione della donna

Ci sono tanti di quei delusi da una parte e dall’altra. E’ vero, almeno in parte, quello che dice il Vittorio (Sgarbi) nazionale oggi. E’ ancora presto per dire che sono candidate sbagliate, però. Ed è certo che, più che essere la Bonino e la Polverini delle candidate senza partito, è piuttosto schiacciante e vero il contrario. Ovvero: i (non) partiti non sono più in grado di esprimere proposte identitarie. E ognuna di loro ha un’identità forte a prescindere.