Mutilazioni genitali, numero verde del Viminale

di Angela Gennaro 2

(AGI) – Roma, 9 nov. – Un numero verde ‘contro le barbarie’. Dedicato dal Viminale alla prevenzione e al contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile. A partire da oggi, componendo l’800 300 558 sarà possibile fornire segnalazioni di eventuali casi italiani e avere informazioni sulle strutture sanitarie e sulle organizzazioni di volontariato, vicine alle comunità degli immigrati provenienti dalle realtà geografiche dove si effettuano queste pratiche.

Il servizio, gestito dalla Direzione centrale anticrimine del dipartimento della Pubblica sicurezza, resterà attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14 e dalle 15 alle 20: a ricevere le chiamate, personale specializzato del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato che, oltre all’assistenza, avrà il compito di comunicare
eventuali notizie di reato alle Squadre mobili del territorio competente
.

Le mutilazioni genitali femminili – spiega www.poliziadistato.it – sono condizionate dall’origine culturale di alcuni popoli. Solitamente sono praticate su ragazze giovani, per lo più in età adolescenziale. Secondo i dati più aggiornati, forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità, sono tra 100 e 140 milioni le bambine, le ragazze e le donne nel mondo che hanno subito una forma di mutilazione genitale femminile e l’Africa è il continente in cui il fenomeno è più diffuso’.

Nel mondo occidentale, secondo uno studio del ministero per le Pari Opportunità, il fenomeno e’ presente, seppure in modo sommerso. Si calcola, ad esempio, che in Italia su 110mila donne africane, provenienti dai paesi con questa ‘tradizione’, circa 35mila hanno subito la mutilazione dei genitali, prima di giungere nel nostro paese o durante la permanenza’. ‘Con questo nuovo servizio la Polizia di Stato ha uno strumento in più per sensibilizzare le coscienze su un argomento così delicato – sottolinea il vice questore aggiunto Chiara Giacomantonio, funzionario del Servizio centrale operativo -. Noi auspichiamo che con il numero verde, istituito per raccogliere tutte le segnalazioni di siffatte pratiche, si possa far emergere quel sommerso che, ne siamo convinti, esiste anche nel nostro Paese’. (AGI)

Commenti (2)

  1. È molto strano che non si parli mai di mutilazioni genitali sui bambini ma solo di mutilazioni genitali femminili. Perché questa disparità di trattamento? I bambini perché maschietti devono sopportare questa mutilazione? La pratica della circoncisione oltre ad essere una mutilazione al pari di quella femminile, il risultato è rendere insensibile una parte del corpo attraverso una esportazione chirurgica, crea dolore e fastidio per un periodo piuttosto lungo, lo strofinamento di quella parte genitale sugli indumenti è doloroso finché la parte stessa non si desensibilizza. Allora per favore facciamo una campagna senza esclusioni e discriminazioni, le mutilazioni sui bambini sono una cosa barbara punto. Togliamo la parola “femminile” e sostituiamola con “sui bambini”.

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