Marò, Gentiloni richiama l’ambasciatore italiano in India

di Alba D'Alberto Commenta

Al fine di rispettare i diritti umani era stata chiesta la scarcerazione dei due fucilieri italiani ma il caso Marò è una miccia sempre pronta ad esplodere e ancora una volta c’è tensione tra l’Italia e l’India. Il ministro Gentiloni parla dell’irritazione del governo e spiega come si comporterà lo stato italiano a riguardo. 

Chiedere la scarcerazione per i due marò oppure chiedere che possano scontare la pena detentiva comminata dall’India, qui in Italia, è una richiesta di carattere umanitario, principalmente umanitario. Se la situazione di Girone è definita angosciosa, quella di Latorre è molto più complessa visti i suoi problemi di salute. La priorità nel caso di Latorre resta il recupero fisico. L’Italia, comunque, ha l’obbligo di rispondere in modo fermo e unitario anche ai dinieghi della Corte Suprema indiana.

Quest’ultima, infatti, ha respinto le richieste di carattere umanitario dei due fucilieri, scatenando la reazione dei nostri politici. Il ministro degli esteri Gentiloni, davanti alle Commissioni esteri e difesa di Camera e Senato riunite, ha detto:

Il governo si riserva di prendere le iniziative idonee, a partire dal richiamo urgente per consultazioni dell’ambasciatore a Nuova Dehli, che non va confusa però con una rottura delle relazioni diplomatiche. L’Italia deve mostrare fermezza e unità. Da parte del governo c’è irritazione per il fatto che la Corte Suprema abbia respinto le richieste, di carattere del tutto umanitario, dei due fucilieri. Gli indiano chiedono il rispetto delle leggi e d’altra parte vengono meno al rispetto dei diritti umani dei due marò. Siamo tutti consapevoli di quanto ci sia in gioco dal punto di vista umano: la situazione di Girone è particolarmente angosciosa, mentre per Latorre la priorità è il completo recupero fisico. Ma sono anche in gioco principi irrinunciabili di sovranità nazionale, credo che l’Italia abbia l’obbligo di reagire in modo fermo e unitario.