Di Pietro – Bersani: “Alleanze e strategie comuni per l’opposizione”

di IsayStaff 1

IdV e Pd sembrano aver trovato una convergenza ideale rispetto al cammino da intraprendere da qui alle eventuali elezioni anticipate. Attraverso le parole dei massimi referenti dei due partiti di opposizione, Antonio Di Pietro e Pier Luigi Bersani, pare di percepire una volontà strategica comune: quella di cacciare, una volta per sempre, Silvio Berlusconi e la sua maggioranza.

Nel fare ciò, pare che la strada da percorrere – ma, insegna la storia partitica recente, un conto sono le parole e un altro i fatti – sia quella di individuare una coalizione il più allargata possibile: evidente il motivo. Se andassero ciascuno per proprio conto, PdL e Lega farebbero l’ennesima incetta di voti. Sembrano usciti, i due leader, da altrettanti dibattiti a tavolino: talmente evidente, il razionalismo che sta alla base delle frasi pronunciate in giornata, che Di Pietro ha anche virato nettamente rispetto a quel che andava dichiarando qualche giorno fa.

Ora, il buon Tonino sarebbe pronto a mettere in un angolo il voto e darebbe spazio a una fase di Governo tecnico: di emergenza, con mandato e funzione chiara. DI PIETRO: “E’ inutile perdere tempo. E’ in atto una gravissima crisi che investe il paese sul piano economico, istituzionale e politico, con lo sfaldamento di una maggioranza i cui componenti ormai giocano allo sfascio, rinfacciandosi vicende scabrose di cui sono protagonisti. Italia dei valori si batte affinché si vada al più presto alle urne, anche in autunno, e siamo disposti ad allearci perfino con il diavolo pur di ridare al paese una speranza per il futuro. Siamo anche disponibili, semmai ciò fosse possibile, a lavorare affinché il Parlamento dia al paese una nuova legge elettorale e una legge che garantisca realmente il pluralismo e la correttezza dell’informazione. Ma, in questo caso, vogliamo dal Presidente del Repubblica una data certa e un mandato chiaro per evitare che, come al solito, un governo tecnico di emergenza divenga governo di lunga durata“.

Non ha avuto bisogno che glielo si ripetesse due volte: BERSANI ha immediatamente raccolto e rilanciato sulla scia delle dichiarazioni di Di Pietro: “Se la rottura del mitico predellino portasse ad una situazione tale da rendere inevitabili le elezioni, e per giunta con questa vergognosa legge elettorale noi ci rivolgeremmo alle  forze del centrosinistra e dell’opposizione per una strategia comune di cui siamo già pronti a proporre e a discutere le basi politiche e programmatiche“.

Pare un altro Tonino: determinato come al solito ma con nuova visione lungimirante. Non da soli, non più paletti rigidissimi ma anche qualche apertura maggiore: “Mi metto a disposizione per far parte di una squadra, ad allearmi con tutte le persone possibili per mandare a casa il modello Berlusconi. Certo, se ci mettiamo insieme come quelli dell’Unione, duriamo tre giorni e ritorna Berlusconi. Non bisogna rincorrere chimere. In questo momento al Paese serve un candidato che dia serenità, che rappresenti tutti, che ricostruisca dalle macerie“.

Un taglio netto con il passato più recente: pleonastico, tuttavia, ribadire che BERSANI sta ancora attendendo: “Pretendiamo, dopo due anni, che Berlusconi venga in Parlamento per sentirgli dire che cosa intenda fare in questo indecoroso marasma che lui stesso ha provocato e alimentato“.

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