Cuba, è tutto intorno a te

di IsayStaff 2

Continua la politica di “distensione” di Raul Castro, erede designato ed oggi comandante in jefe di Cuba. Al posto di Fidel. Non deve essere una posizione comoda. I giornali di mezzo mondo ciclostilano in queste settimane il termine “transizione”, mostrando un vero e proprio accanimento terapeutico nei confronti della questione.


Riassunto delle puntate precedenti: il 18 febbraio 2008 Fidel Castro, lidèr maximo della rivoluzione cubana e capo del partito unico per 49 anni, annuncia, a pochi giorni dalla probabile ennesima rielezione, l’inappellabile decisione di lasciare. Dopo 49 anni. Nel bene o nel male, un record di longevità.


Al suo posto, il fratello Raul – anche lui artefice della rivoluzione del 49 e non proprio un giovanotto – che non sembra però volere seguire esattamente la linea di Fidel.


Il governo cubano ha in queste settimane “liberalizzato” una serie di beni e servizi fino ad oggi impensabili. Tv al plasma, forni a microonde, apperacchiature elettroniche, nonchè la possibilità per un cittadino cubano di andare addirittura in albergo rappresentano deroghe impossibili da immaginare fino a qualche mese fa.


Di ieri poi la notizia che i cubani potranno persino acquistare un telefono cellulare! Evitando facili quanto inutili ironie, giova ricordare che la motivazione “ufficiale” per cui nell’isola è stato proibito l’uso di tutti questi apparecchi è la scarsa disponibilità di energia elettrica causata dell’embargo USA. Va altresì considerato che se la retorica della rivoluzione – con le bandiere e le t shirt – sia di per sè inutile quando non dannosa, è comunque ben visibile lo sforzo umano di chi la rivoluzione l’ha fatta davvero, conquistandosi sul campo la devozione di un popolo.


Oggi la situazione sembra cambiata, i mutati scenari internazionali hanno spostato l’obiettivo dell’ingombrante vicino di casa su altre zone del mondo, a combattere altre guerre, per altri motivi. E quando il nemico viene meno, gli eserciti perdono compattezza.


Forse è stato per questo che Raul Castro ha deciso che era arrivato il momento di cambiare qualcosa, giocando d’anticipo sulla possibile ondata di malcontento che sarebbe potuta esplodere all’indomani di quel 18 febbraio. Restano però alcuni problemi. Parecchi problemi.


Oggi se sei cubano – oltre alle recenti voluttuarie concessioni – studi, mangi e vieni curato bene e gratis. Ma non puoi ancora decidere liberamente di lasciare l’isola, non puoi manifestare contro il partito unico, ti è vietato l’accesso ad internet. Insomma è tutto intorno a te, ma tu non ti puoi muovere.

Commenti (2)

  1. Cito un grande dell’informazione: Quasi Tg con Rocco Tanica:

    “Continua la rivoluzione silenziosa del fratello e successore di Fidel, Raul Castro: dopo aver liberalizzato la vendita dei dvd ha regalato ai cubani tutta la prima stagione di Happy Days. Alla svolta partecipa con grande entusiasmo uno dei più grandi fan di Castro: Diego Armando Maradona, che poche ore fa si è fatto tatuare sulla spalla destra il mezzobusto di Potsie.”

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