Libertà di stampa, Italia declassata

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Libertà di stampa, ci risiamo. Freedom House si è risvegliata, e ha dato il responso che in molti si aspettavano. L’Italia è semi-libera, secondo l’annuale rapporto dell’organizzazione fondata da Eleanor Roosevelt. E’ l’unico paese europeo.

Maurizio Gasparri, presidente del gruppo del Pdl al Senato, ha avuto recentemente modo di affermare:

E’ sbagliato dire che un Paese come l’Italia non è libero, come è dimostrato dal fatto che il primo partito del Paese si chiama Popolo della Libertà

Determinate logiche sono ferree, a modo loro. Il rapporto annuale di Freedom House declassa il nostro Paese, mandandolo giù in classifica, e segnalando che il mondo della libertà di informazione sta attraversando comunque un brutto momento a livello globale. 195 Paesi esaminati, e l’Italia è 73esima.

Porta a Porta, la Liberazione ritrovata

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Bruno Vespa on air. Eccoci qui. Anche stasera Porta a Porta. E perché mai farsi scappare l’occasione della Liberazione? Ospite Dario Franceschini, Segretario del Partito Democratico. E la sua sfida a distanza con il Premier, Silvio Berlusconi. E il suo viaggio – che non durerà solo per il periodo di campagna elettorale, assicura – sui treni che usano gli italiani.

Partigiani vs Repubblichini. La Resistenza, ha detto Silvio Berlusconi nel suo discorso a Onna, è momento fondante della nostra storia, come il Risorgimento. Non ha fatto neppure polemiche sulla Costituzione – miglior compromesso possibile – che però mancò un obiettivo: il compromesso. Franceschini sottoscriverebbe il discorso peer intero?

G20, se “i ministri stavano al cesso”

Ma qualche tg ha dato questa notizia? Se lo chiedono nei commenti al video su YouTube. Parrebbe di no, fatta eccezione per La7. Se avete altre versioni del fatto, accomodatevi.

Il Premier – come potete vedere ed ascoltare:

In compenso i ministri stavano al cesso

Giulio Tremonti prova a combattere il gelo così calato ricominciando subito a parlare per distogliere l’attenzione da quanto appena proferito da Silvio Berlusconi. Che però, non contento, prosegue, rivolgendosi ad una giornalista Rai:

Cosa scrivi? Guarda che le riunioni per viale Mazzini le facciamo a casa mia

Report, come tu m’insegni

Report. Oggi, cari ragazzi, si parla di scuola. La puntata di stasera, infatti, porta il titolo: “Come tu m’insegni” e il servizio è firmato da Stefania Rimini. Protagonista: la scuola. Un mondo dove sopravvivere, in termini di strutture e di fabbisogni economici, non è sempre agevole. Soprattutto di questi tempi. Un mondo dove molto si è sprecato, certo, soprattutto in Italia.

La riforma Gelmini torna in scena. Risparmio e merito sono stati dichiarati il grande target della famosa riforma, ma, scrive Report, per il momento i lavativi e gli incapaci non corrono grandi rischi, basta che siano di ruolo. Invece 18 mila precari, anche i più bravi, rischiano di rimanere a casa.

Il mago Silvan, la bacchetta magica e la battuta impanicante

Domenica in. In diretta. Il mago Silvan in uno dei suoi “splendidi” numeri. Giacché si trova, gli scappa una battuta (una battutona). La Lorena Bianchetti si sconvolge.

Che cos’è questa? E’ una bacchetta. Che poi presteremo anche a Silvio Berlusconi per cercare di far sparire l’anello che lei veramente regge fra due dita. Sim. Sim sala bim

Si agita. E ci pensa lei a riparare (?) – altro che Santoro – dopo una parentesi di panico allo stato puro.

Ci pensa lei. A sottolineare che la battuta di Silvan è personalissima, e che lei ringrazia le istituzioni, che sono state molto presenti sul campo, ma naturalmente anche i volontari e tutte le persone che si sono rimboccate le maniche. Questo è il bello del rapporto con l’altro. Etc etc. Ci deve essere qualcosa, prima o dopo questo spezzone, che ci sfugge. Silvan deve aver rivelato di essere un seguace di Santoro, ed ecco allora spiegato il perché del panico e della riparazione.

Ci deve essere un perché, un altro. No?

Santoro e la puntata riparatrice

buoni aiuti

“Dopo l’ultimo numero di Annozero – dichiara Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – siamo preoccupati per Santoro che si esalta come paladino della libertà di espressione! Qualcuno ricordi a Michele la favola di Fedro e la fine della rana che scoppiò, a forza di gonfiarsi per somigliare al bue”.
L’importante è che scoppio da solo.

Michele Santoro

Questo è il benvenuto appena si approda sul sito.

Comunque la pensiate, benvenuti…. Michele Santoro non si è esattamente adeguato. Ringrazia il Comitato di Redazione del Tg2. E parla con i lettori de Il Giornale. Ma come, un giornale che è stato in prima linea per difendere la libertà della satira. Per Berlusconi, Noi siamo un Tg4 fatto bene.

Santoro, Vauro e il terremoto (della censura)

Santoro, Annozero, la Rai, Berlusconi. E pure Vauro. Ci risiamo. Quante altre volte abbiamo già visto questi attori più o meno tutti insieme nello stesso spettacolo dell’assurdo? Per citare la satira:

Rai, lettera del neopresidente Garimberti ai dipendenti: “Prometto libertà e pluralismo”. Il timbro è del primo aprile

Arrivata la (prevista) decisione di Viale Mazzini: per mamma Rai, e per Mauro Masi, Santoro dovrà provvedere a “riparare” al danno. E questo è quasi un leit motiv. Mamma Rai ha colpito questa volta anche il vignettista satirico, Vauro, dal cui archivio ci permettiamo di prendere in prestito le vignette della puntata del 9 aprile di Annozero, a scopo di dibattito. Dopo il salto, in una gallery che può aiutare a (non) capire.

Terremoto su Annozero

Promettono tempi rapidi i magistrati della Maxi-inchiesta sui crolli del terremoto in Abruzzo. C’erano state denunce sulle crepe alla Casa dello Studente. Una tragedia che poteva essere evitata? Sono 8 i ragazzi morti. Su questo e molto altro si è scatenata la tempesta sulla puntata del 9 aprile di Annozero.

Cruciale dar voce a istanze diverse, dice oggi Sergio Zavoli, Presidente della Vigilanza della Rai. La vigilanza è pronta a esprimere un giudizio. Ma dopo le critiche del presidente della Camera, Gianfranco Fini, e del Premier Silvio Berlusconi, la polemica si infervora. Per Maurizio Gasparri, è la tv dell’odio. Chissà perché si chiede un parere sempre a lui. Per la Lega, si tratta di un polverone inutile.

AllMusic, manifestazione contro 29 licenziamenti

29 lavoratori di All Music Spa (che è in procinto di ciudere i battenti o quasi) del Gruppo Espresso sono in queste ore a rischio licenziamento. La società non intenderebbe ricorrere agli ammortizzatori sociali, “né tanto meno valutare eventuali ricollocazioni del personale all’interno del Gruppo“. Stamattina è in corso una manifestazione davanti alla sede di Radio Deejay contro gli annunciati 29 licenziamenti.

L’Azienda avrebbe deciso il licenziamento per chiudere gli studi di registrazione e le produzioni di news, affidando queste attività alle società esterne e interne al Gruppo Espresso e quindi aprendo nuovi posti di lavoro che però non verrebbero coperti dai lavoratori licenziati.

Europa 7, Report non dimentica

Storia della televisione italiana. Era il 2005 quando la TV di stato svedese divulgò questo (invero simpatico) spot che sottolinea la professionalità e l’imparzialità dell’emittente grazie a Silvio Berlusconi come testimonial di eccezione – non voluto, certo. Le note di mandolino di O sole Mio completano la già efficace opera. Ricordo che inserii con gusto il video nella presentazione della mia tesi sulla libertà di stampa, che parlava – tra l’altro – del ranking invidiabile del nostro paese in quegli anni in classifiche internazionali come quelle redatte da Freedom House e RSF.

Storia della televisione italiana. Era il 1999. Il dibattito durava da ben 15 anni (ma si sa, l’italiano è pigro) e aveva visto nascere non una, ma due leggi di regolamentazione delle frequenze televisive. Si giunge ad una svolta (teorica): una gara per le concessioni. Report, stasera, ci ricorda che non vinsero, in quel caso, solo i soliti noti – emittenti nazionali già operanti. Con loro, la sconosciuta e coraggiosa rete locale, Europa7.

RaiUno, i “cittadini” qualunque

Questa è simpatica. Fa parte delle “leggende metropolitane” (e affatto metropolitane) all’italiana. Ecco, l’italica televisione. Di più: la televisione pubblica (più o meno). Ecco. Domenica in. In uno di quelli che un tempo potevano essere definiti i programmi “cult” della televisione italiana, ecco il gustoso intermezzo.

Nell’affrontare con scottante pregnanza scottanti aspetti della quotidianità del Paese, a Domenica in si parla di ronde. Ecco allora che si tenta l’approfondimento. Ed ecco che un politico di destra viene presentato come un esponente di un comitato di quartiere, in quel dell’Arena di Massimo Giletti, quello stinco di italianità che non è altro.

Ecco il Villari fan club su Facebook

Nell’Obama day – e dintorni – torna un inquietante dilemma italico: la politica su Facebook? E pensare che ci preoccupavamo dell’approccio vetusto della politica all’italiana.  Un dato di fatto è che la Vigilanza (la soap Vigilanza Rai) sta appassionando i naviganti. Anche su Facebook.

Graziose le informazioni dettagliate dell’iscritto: dove, giustamente, alla voce “attività” risponde “Presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi”. Ha 311 sostenitori.

Meglio va al gruppo sempre Facebook Villari fan club. 1.286 membri ad oggi Ma non è tutto oro quel che luccica. L’ultimo commento lasciato?

SEI UN GRANDE!!!! INCHIODATO ALLA POLTRONA COME LE COZZE ALLO SCOGLIO… NON MOLLARE ALMENO FINO A CHE NON ABOLISCONO LA COMMISSIONE!!! VAI COSI’!!!

O anche

Un uomo un mito e la Loctite dovrebbe chiamarlo come testimonial di un nuovo spot… come si è incollato lui alla sedia non lo fa nessuno. Comunque ha ragione lui, l’hanno votato e mo se lo tengono

E i veri fan…

Li stai facendo impazzire tutti a destra e a sinistra, sei troppo il migliore. Ti prego non mollare