Prodi vs Dini: 7 punti per 7 consigli

di Angela Gennaro Commenta

Romano Prodi è in vacanza. E scia per rilassarsi. Ma, rassegna stampa alla mano, da Pontelongo si fa sentire. E dice la sua sui 7 punti programmatici di Lamberto Dini, pubblicati in una lettera dal Corriere: “Sono tutti spunti di riflessione, suggerimenti di cui terremo conto. Abbiamo tutta una serie di riflessioni già compiute, che metteremo a confronto. Tuttavia non è che una verifica al giorno tolga i problemi di torno…“.

La lettera di Lamberto Dini e Natale D’Amico pubblicata dal Corriere è vero e proprio manifesto basato su sette punti chiave. I passaggi della verifica di gennaio: “Partecipiamo alla nuova fase proponendo le cose da fare nei prossimi mesi per frenare il declino dell’Italia e riavviarla sulla strada dello sviluppo”.

1)”Una decisa azione per la riduzione della spesa pubblica” ad esempio tagliando “il 5% dei lavoratori pubblici”.
2) “Il ridimensionamento delle persone che vivono di politica” ad esempio con abolizione delle provincie.
3)”Una riduzione fiscale per i contribuenti, secondo un percorso graduale ma annunciato in partenza”.
4)”La rinuncia alle centinaia di programmi inconcludenti nei quali vengono disperse le risorse europee dei fondi strutturali, che lasciano il Meridione nella penosa situazione in cui si trova”.
5)”Realizzazione del sistema nazionale di valutazione dei risultati scolastici, per legare ogni incremento reale delle retribuzioni degli insegnanti a livello e dinamica della preparazione scolastica degli allievi”.
6)”Riduzione da 45 a 15 giorni della sospensione feriale dei termini processuali” contro i ritardi della giustizia.
7)”Ridimensionamento del ruolo della politica nella gestione della sanità pubblica”.

La mano tesa alla conciliazione nel definirsi “pronti a sostenere un governo che si impegni a realizzare questo programma minimo. Se sarà espressione dell’attuale maggioranza, bene. Ma chiediamo una risposta chiara, senza ambiguità, al più tardi al momento della verifica prevista per metà gennaio“. Sottolineata, anche in questa sede, la necessità dimodifica delle legge elettorale.

Apertura? Dialogo? Suggerimenti o effettiva necessità di una rotta comune? Per ora, Romano scia.

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