Tremonti: “Riforma fiscale con 5 imposte e 3 aliquote”

di Luca Fiorucci Commenta

Foto: AP/LaPresse

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti è intervenuto all’assemblea di Confartigianato e ha toccato il tema della riforma fiscale, spiegando che questa non può essere fatta in deficit, e pertanto andrebbero recuperate risorse riducendo la spesa assistenziale a chi non ha diritto, poichè, ha affermato, “Molti assegni assistenziali ce li hanno quelli che hanno i Suv”. Il ministro, comunque, si mostra favorevole anche a tagliare i costi della politica: “Anche la politica deve fare la sua parte,dando l’esempio e portando le proprie remunerazioni nella media europea” ha detto, sintetizzando poi il concetto nello slogan “Meno aerei blu e più Alitalia”. Per la sua riforma fiscale, Tremonti pensa ad un sistema con cinque imposte, nel quale,dice, “molti tributi minori possono essere concentrati”, e tre sole aliquote Irpef, “le più basse possibili”. Il prelievo fiscale, per il ministro, deve seguire tre principi base: “figli e natalità, lavoro e giovani“, combinando, aggiunge, “l’etica delle intenzioni con l’etica della responsabilità”.
Il ministro ha fatto anche dei riferimenti più strettamente politici: “Siamo in una fase storica marcata da una grandissima discontinuità, la parola giusta per definirla è crisi, intesa come cambio di paradigma” ha detto dopo aver esordito con una citazione storica sulla Rivoluzione francese.

Prima di Tremonti, il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, nella sua relazione, aveva sottolineato proprio come, in Italia, la pressione fiscale sia superiore di 3,5 punti del Pil rispetto alla media europea e chiesto quindi “un riequilibrio della pressione fiscale su imprese e lavoro”, “una riforma che riduca la pressione fiscale, che la riequilibri a favore del lavoro e dell’impresa, che allinei la tassazione delle rendite ai livelli europei”.
La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, definendo “interessanti” le considerazioni di Tremonti, ha annunciato la disponibilità da parte imprenditoriale ad accettare una riforma fiscale “a invarianza di pressione”, purchè “si abbassino le tasse sui lavoratori dipendenti e sulle imprese”. L’opposizione si mostra più scettica sui veri propositi del governo, con il segretario del Pd Pierluigi Bersani che commenta: “Quando finiranno chiacchiere e boutade, e vedremo uno straccio di pezzo di carta sul fisco di cui si parla da quindici anni, diremo la nostra”. La Cisl, invece, vuole dare “battaglia senza tregua” per la riforma, mentre il segretario della Uil Luigi Angeletti chiede di “far seguire nei fatti ciò che ha detto il ministro”.

 

 

 

 

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