Tra Francia e Cina vi è di mezzo il Tibet

di Paolo Riva Commenta

La giornata di oggi è importantissima per quanto riguarda i ricorsi storici, ma soprattutto per lanciare un ponte di mediazione che, in compenso, sembra tutt’altro che ben voluto. Oggi, infatti, a Danzica si tiene l’anniversario, il 25esimo, dell’assegnazione del premio nobel per la Pace a Lech Walesa.

Per l’occasione i grandi premi nobel per la pace si sono ritrovati proprio a Danzica in compagnia del presidente della commissione UE Barroso e di Nicolas Sarkozy, presidente francese, ma soprattutto rappresentate europeo visto il semestre francese. Un Sarkò che vuole lanciare un ponte di dialogo con il Tibet e con la Cina. Ma se dalla parte del Dalai Lama lo spirito di ascolto c’è, per quello cinese non è così.

Forse in un periodo come quello di oggi bisognerebbe, almeno a priori, avere la disponibilità di dialogare e comprendere le posizioni liberali di alcuni paesi. La possibilità di dialogo non è presente ovunque e il fatto che qui vi sia va sfruttata, nonostante le posizioni siano agli antipodi.

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