Immigrazione, permessi a tempo: ok del governo

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Il governo ha dato il via libera ai permessi a tempo. “Sarà concesso un permesso di soggiorno temporaneo ai migranti che hanno rappresentato l’intenzione di andare in un altro Paese europeo. E sono la stragrande maggioranza“, l’ha detto il ministro degli Interni Roberto Maroni nel corso dell’informativa sull’immigrazione alla Camera, confermando la volontà dell’Esecutivo di concedere i permessi a tempo.

Il titolare del Viminale fissa i paletti di questa concessione: “I permessi non saranno rilasciati ai soggetti socialmente pericolosi, a chi è destinatario di provvedimento di espulsione, a chi risulti denunciato per una serie di reati“.

Cosa vuole l’Italia dalla Tunisia?

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Cosa vuole l’Italia dalla Tunisia? Una domanda che trova risposta in due punti. Andiamo con ordine. Volato nel paese nordafricano, ieri il premier Berlusconi ha tenuto fitti colloqui con i rappresentati del governo provvisorio locale in un incontro che è terminato così come era iniziato: posizioni diverse e nessun accordo.

Il presidente del Consiglio ha chiesto il contenimento dell’immigrazione clandestina e il rimpatrio di migranti arrivati nel nostro paese dalla Tunisia nelle ultime settimane in cambio di soldi e sostegno. Soldi e sostegno che, assieme alle due richieste, sono stati rispediti al mittente dai rappresentati del governo provvisorio tunisino.

Immigrati in fuga da Manduria

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Sono oltre 300 gli immigrati che sono riusciti a fuggire dal campo d’accoglienza che la protezione civile e le forze dell’ordine hanno organizzato a Manduria. Gli immigrati hanno aperto un varco nella rete di recinzione e sono fuggiti verso la strada provinciale di Oria. Le forze della polizia si sono mobilitate per cercare di bloccare i fuggitivi.

L’incontro di oggi, tra Silvio Berlusconi e il governo tunisino, verte proprio sul fronte immigrazione. Sono tanti i punti che il presidente del consiglio dovrà affrontare in terra tunisina per definire al meglio come bloccare questa orda di immigrazione illegale che sta colpendo Lampedusa.

Lampedusa al completo, sbarcano altri 454 clandestini

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Sembrano non terminare mai gli sbarchi di clandestini a Lampedusa. Nella notte tra Lunedì e Martedì, si sono aggiunti altre barche piene di clandestini. La prima barca aveva 190 clandestini, poi sono arrivati altri 149 tunisini fino agli ultimi 115 profughi. Tutte le barche sono state soccorse dalle motovedette della guarda costiera e della guardia di finanza.

Sulle barche giunte nella notte, erano presenti molte donne, tra cui una in incinta subito trasportata al poliambulatorio. Lampedusa nelle ultime 24 ore, ha superato quota due mila immigrati, raggiungendo un limite di insostenibilità veramente elevato. Tante le proteste da parte degli abitanti dell’isola che si sono riuniti nella giornata di lunedì per protestare contro questi nuovi sbarchi.

Immigrati, Lampedusa è al collasso. Sbarchi anche vicino Catania.

A Lampedusa la situazione per i migranti è sempre più critica: sarebbero 4789, infatti, gli immigrati stipati nel centro di accoglienza dell’ isola, in condizioni pressochè disumane, dato che la capacità di accoglienza del centro è di circa 800 persone. Negli ultimi giorni, si sarebbe registrato un aumento degli arrivi per via delle tensioni  che hanno interessato tutto il Nordafrica, e da ultimo la Libia. Solo nell’ ultima notte, sarebbero giunti sull’ isola 450 immigrati in cinque diversi sbarchi, mentre nelle ultime 24 ore vi sarebbero stati ben tredici sbarchi, per un totale di 1450 migranti.
Gli abitanti dell’ isola, ieri, si erano mobilitati per impedire la costruzione della tendopoli nella quale il governo vorrebbe “alloggiare” parte degli extracomunitari; in serata, comunque, le tende erano state sistemate sul molo.
E’ di oggi, poi, la notizia di alcuni sbarchi anche sulle coste della provincia di Catania, dove sarebbero giunti stamattina all’ alba 124 immigrati egiziani, tutti uomini, di cui 24 minorenni,  che avrebbero dichiarato però di essere cittadini libici, probabilmente per ottenere il diritto all’ asilo politico e non dover così essere rimpatriati. La Guardia di Finanza e i carabinieri si starebbero occupando del caso, e la Procura di Catania intende avviare “indagini complesse”, anche per chiarire l’ eventuale ruolo di un peschereccio italiano coinvolto nello sbarco.
Il gruppo sarebbe arrivato con due barconi: il primo, con una cinquantina di persone, sarebbe approdato nei pressi di Fondachiello, mentre il secondo, con circa 70 extracomunitari, sarebbe stato intercettato al largo di Catania, e quindi scortato fino al porto della città.

Il Viminale ferma una nave di immigrati. A Lampedusa proteste contro Le Pen e Borghezio

Il Ministero dell’ Interno avrebbe dato indicazione al ministero della Difesa e al ministero dei Trasporti di “Evitare l’ ingresso in  acque territoriali italiane finchè non c’ è certezza su chi sono i passeggeri” della  “Mistral express”, un traghetto partito ieri pomeriggio dal porto di Tripoli, e diretto verso la Sicilia, con a bordo circa 1800 persone. La nave sarebbe stata noleggiata da persone di nazionalità marocchina, ma batterebbe bandiera italiana; attualmente si troverebbe in acque internazionali, a circa 150 miglia da Augusta, in provincia di Siracusa, e avrebbe fatto di nuovo rotta verso il Nord Africa.
A Lampedusa, intanto, dopo le 71 persone sbarcate intorno a mezzogiorno, starebbero per sbarcare altre cinque imbarcazioni.
Oggi è giunta sull’ isola il leader dell’ estrema destra francese Marine Le Pen,
assieme al deputato leghista Mario Borghezio (noto da tempo, principalmente, per le sue “esternazioni” xenofobe verso gli extracomunitari). La Le Pen, figlia del leader del Fronte Nazionale francese Jean- Marie Le Pen, appena atterrata a Lampedusa, ha dichiarato: ” Voglio che l’ Europa faccia attenzione a ciò che sta succedendo. E voglio offrire il mio sostegno agli abitanti di Lampedusa che si sentono completamente abbandonati”.

La riforma della Giustizia è la vera priorità del paese?

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Dopo la scesa in politica di Silvio Berlusconi nel ‘94, in Italia si è parlato sempre di più di un utilizzo politico della Giustizia e della maniera, secondo i suoi collaboratori, con cui i magistrati tentano di “liberarsene”, dando vita a polemiche che hanno e stanno lacerando il paese.

Il processo Mediaset, il caso Mills e in ultima istanza il caso Ruby non hanno fatto altro che acuire queste polemiche, portando sempre più la Giustizia nell’agenda di Governo, tanto, che le attenzioni dell’Esecutivo si stanno concentrando proprio sulla riforma della Giustizia.

In questo senso sono esemplificative le parole rilasciate al Tempo da capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, secondo cui: “La riforma della Giustizia non è ancora arrivata in porto perché in questi anni all’interno della maggioranza prima l’Udc e poi Fini hanno bloccato elementi importanti” ma “con l’uscita di Fini dal Pdl, e la maggiore omogeneizzazione delle forze che sostengono il governo, può essere la volta buona”. Secondo Cicchitto “i tempi sono maturi perché il dato vero è che, dal 1991 in Italia, siamo in una fase nella quale con caratteristiche diverse la giustizia è stata utilizzata a fini politici”.

Emergenza immigrazione: Maroni lancia l’allarme

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Emergenza immigrazione. Il ministro degli Interni Roberto Maroni rilancia l’allarme e si attende “l’arrivo di 80 mila tunisini in Sicilia”.

L’esponente della Lega è dell’idea che gli sbarchi di nordafricani sulle coste italiane potrebbero avere un effetto catastrofico e per questo ha aggiunto “di chiedere al governo un contingente di 200 militari in più che potrebbero servire a controllare le strutture in cui sono ospitati i cinquemila clandestini arrivati nell’ultimo mese a Lampedusa”.

Sbarchi e governi, Segre denuncia: abbiamo appaltato l’immigrazione a quelle dittature

Dal blog di Riccardo Staglianò su Repubblica.it, l’analisi impetosa e sulla quale riflettere di Andre Segre, che nel documentario-choc “Come un uomo sulla terra” aveva denunciato gli accordi Italia-Libia con Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer. Pubblichiamo la lettera inviata a Staglianò: una denuncia, scrive il giornalista, sull’ipocrisia “della risposta del governo rispetto alla nuova “invasione biblica” di immigrati in fuga dai regimi in rotta. Se appaltiamo loro la gestione delle politiche di immigrazione, è il senso, non dovremmo sorprenderci che le cose si mettano male quando quelle dittature crollano”.

La lettera di Segre si trova subito dopo il salto, mentre si infiamma il dibattuto sugli sbarchi.

Emergenza immigrazione: altri 1.400 sbarchi

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Nella giornata di ieri sulle coste di Lampedusa, sono sbarcati altri 1.400 immigrati, portando a meno di 4.000 gli immigrati arrivati sulle coste italiane negli ultimi giorni, creando una vera e propria emergenza immigrati. Il ministero dell’interno ha autorizzato l’apertura temporanea del centro di permanenza dell’isola siciliana. Il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, è stato nominato nuovo commissario straordinario per l’Emergenza immigrati che sta colpendo l’isola in questi giorni.

Il ministro dell’interno Roberto Maroni e degli esteri Franco Frattini, venerdì scorso, avevano lanciato l’allarme, richiedendo all’Unione Europea, di fronteggiare tale emergenza con nuovi pattugliamenti delle acque del mediterraneo per bloccare questo nuovo arrivo di immigrati dal Nord Africa.

Maroni: allarme emergenza umanitaria per gli immigrati

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Maroni attualmente a Venezia per presidiare la conferenza ‘Il Veneto: tradizione, tutela, continuita”, coglie l’occasione per lanciare l’allarme immigra zie. In questi ultimi giorni sono, infatti, aumentati di parecchio gli sbarchi illegali di immigrati sulle coste italiane. Maroni afferma: “Come temevo la grave crisi sociale e politica dei paesi del Maghreb, in particolare Tunisia ed Egitto, sta portando ad una fuga di massa. In particolare, dalla Tunisia verso l’Italia. C’e’ il rischio di una vera e propria emergenza umanitaria

“la prossima settimana – annuncia il Ministro – , giovedi’ prossimo, ho gia’ convocato il comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza a cui ho invitato anche il ministro degli Esteri, per decidere le misure piu’ idonee, gli ho chiesto naturalmente il coinvolgimento della Comunita’ europea, perche’ gli strumenti necessari per porre rimedio a questa situazione non possono essere messi in campo solo dall’Italia”