Roma, scarcerati i fermati per gli scontri. Polemica Alemanno-Anm

di Joel Commenta

Foto: AP/LaPresse

Il tribunale penale di Roma ha rimesso in libertà 22 dei 23 manifestanti arrestati in seguito agli scontri avvenuti martedì nella capitale. Tre di loro sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale, e saranno processati il 17 febbraio, mentre per altri otto, il cui processo si svolgerà il 15 febbraio , vi è anche l’ accusa di lesioni. Le scarcerazioni sono state disposte poichè, per i giudici, è “necessario approfondire il quadro delle accuse”. Per l’ avvocato Albertini, “Ci sono contestazioni che non stanno in piedi”.
Il ragazzo messo ai domicilari è Mario Miliucci, di 32 anni, senza precedenti, figlio di un avvocato, che lo ha anche difeso oggi in tribunale, e di Vincenzo Miliucci, storico leader dell’ autonomia operaia romana. E’ accusato di resistenza aggravata e danneggiamento aggravato, e gli viene anche contestato l’ uso di due pietre da 2,5 chili ciascuna.
Già da stamattina, davanti al Tribunale, si erano radunate alcune decine di giovani, esponendo striscioni che chiedevano “libertà per tutti- tutte”, e si sono verificati anche alcuni tafferugli con gli agenti.

Il giovane di 16 anni fotografato durante gli scontri con in mano prima una pala, poi uno sfollagente e un paio di manette, è stato accompagnato in un centro di accoglienza per minori, ed è a disposizione dell’ autorità giudiziaria competente. Le foto che lo ritraevano avevano sollevato il sospetto che ci fossero infiltrati delle forze dell’ ordine tra i manifestanti. ma gli inquirenti hanno fatto sapere che avrebbe aggredito lui un finanziere, portandogli via le manette e lo sfollagente.
E’ stata invece disposta dal questore di Roma Tagliente un’ indagine interna per appurare chi fossero gli agenti coinvolti nel pestaggio di un manifestante a piazzale Flaminio, che era stato ripreso in un video diffuso su internet. Tagliente ha fatto sapere che una volta identificati i poliziotti responsabili saranno presi “i successivi provvedimenti del caso”.

Intanto, è bufera politica sulle scarcerazioni. Per il sindaco di Roma Alemanno, “C’ è una  profonda sensazione di ingiustizia davanti a queste decisioni perchè i danni provocati alla città e la gravità degli scontri richiedono ben altra fermezza nel giudizio della magistratura sui presunti responsabili di questi reati.” ” Queste persone” ha continuato Alemanno “hanno dimostrato, sopratutto in un momento di grande tensione sociale quale quello che stiamo vivendo, di essere soggetti pericolosi per la collettività”.
L’ Associazione nazionale magistrati, per bocca del suo presidente Luca Palamara ha prontamente risposto: “E’ legittima la critica ai provvedimenti dei magistrati, ma non lo sono gli insulti nei confronti dei giudici e dell’ istituzione. Alemanno ha poi fatto sapere che non intendeva “insultare la magistratura”.
Alle critiche del sindaco di Roma si sono aggiunte quelle di molti esponenti del PDL, come il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri, per il quale la decisione dei giudici è “un atto da irresponsabili”. Per il capogruppo PDL alla Camera Cicchitto si è trattato di “un atto molto grave”, e anche per il presidente del Veneto. il leghista Zaia, sono “decisioni incomprensibili”.

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