Fini, Casini e Rutelli fondano il “polo della Nazione”. Berlusconi a caccia di parlamentari

di Joel 1

Foto: AP/LapResse

Dopo il voto in Parlamento, con la mancata sfiducia al governo, il leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini, quelli dell’ UDC Casini e dell’ API Rutelli si sono incontrati all’ Hotel Minerva, e, al termine del vertice, hanno deciso di dare vita ad un coordinamento unico, un “terzo polo”, dal nome ancora da definire (c’ è chi vorrebbe “Polo della Nazione”, Casini suggerisce “Polo per l’ Italia”) che, secondo quanto annunciato dal segretario UDC, potrà contare su oltre 100 parlamentari. In una nota comune, si legge: “I rappresentanti di UDC, FLI, API, MPA, LIBDEM, repubblicani e liberali hanno costituito il Polo della Nazione dando vita ad un coordinamento unitario”, che sarà “una forza di opposizione seria e responsabile, pronta a confrontarsi su eventuali provvedimenti che vadano incontro agli interessi generali degli italiani”.

Il premier Berlusconi, intanto, dopo la fiducia ottenuta a Camera e Senato, ritiene quindi “sconfitta la congiura di Fini e della sinistra”, pensa che il Terzo polonon ha più prospettive”, e, pur ammettendo di aver guadagnato ieri una maggioranza risicata, intende aprire a “singoli deputati che militano in partiti di cui non condividono più la linea”, eventualmente anche “deputati di FLI che non sono più d’ accordo con Fini”, anche perché, aggiunge, “abbiamo diversi posti liberi nel governo e quindi possiamo rinforzare la squadra”, anche se precisa, “non offriamo posti per convincere qualcuno”, ma dice di voler verificare “se vi sarà la disponibilità di altri gruppi parlamentari a partecipare al nostro progetto”.


Il presidente del Consiglio sembra anche frenare sulla richiesta di dimissioni da presidente della Camera per Fini, avanzata da molti esponenti del PDL: “E’ una scelta sua, che riguarda la sua dignità” dice “Non ho mai detto nulla al riguardo e vorrei mantenere questa posizione”. E ritorna sulla “rottura” con lui, precisando che non si è trattato di espulsione, ma che “abbiamo solo detto che il partito non si sentiva più rappresentato dalle sue posizioni.

Nel Partito Democratico, che ha convocato la direzione nazionale per il 23 dicembre, intanto, il segretario Bersani ha dichiarato: “Grazie a noi, la maggioranza non c’ è più, ci siamo mossi bene, e l’ opposizione si è allargata”, e ha ribadito di voler puntare ad “un governo di transizione”. Rigido su questa linea D’ Alema, che definisce “mentecatti” quelli che mettono in dubbio la possibilità di un governo anche con FLI e UDC. Ma molti, nel partito, non sono della stessa opinione, come Walter Veltroni, che chiede un “cambio di linea”, Beppe Fioroni e gli ex- popolari, e il sindaco di Firenze Renzi, con la sua “corrente”dei“rottamatori”.

Sul voto dell’altro ieri si è pronunciato anche il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, per il quale ieri è emerso “un desiderio di governabilità in modo chiaro e democratico”, sul quale “gli italiani si sono espressi ripetutamente”.

Commenti (1)

  1. Nella foto i tre compagni, il locco, la civetta e il barbagianni, se lo sono ancora una volta preso nel culo

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