Berlusconi: “Pm da punire”. Il Terzo polo: “Si dimetta o elezioni”

di IsayStaff Commenta

Foto: AP/LaPresse

La giunta per le autorizzazioni della Camera ha rinviato l’ esame degli atti sul “caso Ruby“, in cui è coinvolto il premier, a martedì prossimo, su richiesta del relatore Antonino Leone, del PDL. Berlusconi già ieri aveva fatto sapere di non avere alcuna intenzione di presentarsi davanti alla Procura di Milano, che secondo i suoi avvocati non sarebbe competente, nè tantomeno di dimettersi: “Siete matti? Mi sto divertendo” aveva detto ai giornalisti.
Oggi, con un messaggio destinato ai Promotori della Libertà, diffuso in serata, il presidente del Consiglio è partito al contrattacco nei confronti dei magistrati milanesi, ribadendo di voler continuare a governare e fare una riforma della giustizia per impedire che giudici di sinistra possano destituire chi è stato eletto democraticamente, continuando a parlare di persecuzione giudiziaria, e sostenendo l’ inconsistenza delle accuse e che, nel “caso Ruby”, vi sarebbe stato un dispiegamento di mezzi e di forze sproporzionato. Inoltre, oltre a respingere ogni accusa, ha anche parlato di violazione di principi costituzionali, e di non voler recarsi dai pm di Milano, che non sarebbero competenti in merito.


Le repliche dal mondo politico e istituzionale non si sono fatte attendere: a difendere i magistrati, oggi, è intervenuto anche il vicepresidente del CSM, Michele Vietti, per il quale “Usare espressioni come sovvertimento dell’ ordine democratico è tanto grave quanto infondato.”.
Per il presidente della Camera Fini, “L’ unico che ci trova qualcosa di divertente è il presidente del Consiglio, francamente non so cosa ci sia da divertirsi”. Anche per il leader dell’ UDC Casini, “Il modo migliore, più decoroso, più dignitoso che ha il capo del governo è rispondere davanti ai giudici”.
Il cosiddetto “terzo polo”, infatti, di cui fanno parte, oltre all’ UDC, FLI, l’ API, l’ MPA, i democratici e i repubblicani, in una nota congiunta, ha chiesto le dimissioni del premier, o che, in caso contrario, si vada ad elezioni anticipate.
Per il segretario del PD Bersani, “Se arriviamo al voto è per un suo totale fallimento”, anche se, precisa, “Noi non temiamo le elezioni anticipate, non le temiamo ma non togliamo a Berlusconi le castagne dal fuoco. E’ lui che deve levare dall’ imbarazzo se stesso e il Paese: vada davanti ai giudici da dimissionario e poi si rimetta alle decisioni del capo dello Stato”.
Anche dall‘ IDV, Felice Belisario parla di “degrado del nostro presidente del Consiglio”, e si pone il problema della “ricattabilità” del premier, posto anche dal presidente del Copasir Massimo D’ Alema, che ha chiesto nuovamente che Berlusconi si presenti davanti al Comitato.
Anche la Chiesa ha preso posizione in maniera piuttosto critica nei confronti del premier, sia con i suoi organi di stampa, come Famiglia Cristiana e l‘ Avvenire, sia, ad esempio, con il cardinale Elio Sgreccia, per il quale la vicenda, “se vera, è sconvolgente”.
La maggioranza, invece, continua a sostenere Berlusconi, come ha spiegato Cicchitto, che ha parlato di “attacco politico e mediatico“, e ha detto: “Tutta la maggioranza respinge le dimissioni del premier”.

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