Caso Ruby, la Giunta della Camera: rinviare gli atti ai giudici. Protesta l’ opposizione

di Joel 1

Foto: AP/LaPresse

La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha deciso oggi pomeriggio, con 11 voti a favore e 8 contrari (oltre a due assenti, Consolo di Fli e Rossomando del PD) di restituire gli atti sul “caso Ruby ” alla Procura di Milano, poichè la competenza dell’ indagine spetterebbe al Tribunale dei ministri. Hanno votato per il si PDL, Lega e gruppo dei “Responsabili”, mentre a favore del no si sono schierati PD, IDV, UDC e FLI. Adesso toccherà comunque alla Camera pronunciarsi in maniera definitiva sulla questione.

Mauro Paniz, membro della Giunta per il PDL, ha spiegato la tesi della maggioranza, per la quale la competenza non sarebbe del tribunale di Milano bensì del Tribunale dei ministri, perchè il premier Berlusconi, quando telefonò  in questura per scagionare Ruby, avrebbe agito per motivi istituzionali, credendo che si trattasse effettivamente della nipote del presidente egiziano Mubarak.
Qualora, invece. si fosse seguita la strada del “fumus persecutionis”, rispondendo solo si o no alla richiesta di perquisizione degli uffici del ragionere del premier, Giuseppe Spinelli, il voto sarebbe stato segreto, e ciò avrebbe potuto comportare dei rischi. Se venisse confermata la competenza del Tribunale dei ministri, gli atti della Procura sarebbero nulli, perchè si potrebbe sostenere che questa abbia agito pur sapendo di non essere competente, “per mero intento persecutorio”.


Durissima la reazione dell’ opposizione. Il PD parla di atto illegittimo per alimentare una crisi istituzionale, come ha affermato il capogruppo del partito nella giunta, Marilena Samperi, per la quale “E’ passata la forza dei numeri non certo quella della ragione : la giunta ha votato un provvedimento assolutamente illegittimo che serve solo ad alimentare lo scontro con la magistratura e rischia di alimentare un vero e proprio conflitto istituzionale.” Oggi, inoltre, il segretario Pierluigi Bersani aveva chiesto a chi  “anche nel centrodestra ha a cuore gli interessi fondamentali della nostra casa comune” di convincere “Berlusconi a fare un passo indietro e a liberare il Paese da un disagio non più sopportabile”.
Ancora più netto il giudizio del leader dell’ Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che parla di golpe, perchè, spiega, “solo in un Paese antidemocratico il Parlamento si sostituisce alla magistratura per decidere la competenza territoriale o funzionale”.
Pure il Terzo Polo, con Martini, Dionisi e Lo Presti, sostiene che “La Camera può giudicare la propria incompetenza, non quella altrui, che potrà essere oggetto di rimedi giurisdizionali”, e chiedono che Berlusconi “non ostacoli le indagini ma chiarisca davanti ai giudici la propria posizione”.
La Lega, invece, boccia la richiesta del PD, con il leader Umberto Bossi che, a proposito di una sua rottura con il premier, ha dichiarato: “Sono tutto tranne che un imbroglione, non mollo Berlusconi dopo che sarà approvato il federalismo”, dicendosi ottimista sull’ approvazione di questo, pur ammettendo che il caso Ruby “è un pasticcio che complica le cose”.

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