
Ferrara l’imcompreso. Da Silvio e da lassù



La notizia è di quelle scioccanti, di quelle che pesano come se fossero un macigno gigantesco che si stacca da una montagna e va a cadere sulla strada. Pare impossibile ma durante questa campagna elettorale sembra che il Cavaliere di Arcore (tra l’altro sono passato davanti alla sua villa ieri, l’ho salutato da lontano…) abbia intenzione di cambiare musica. Ma per i giovani “azzurri” che già temono il peggio, possiamo solo tranquillizzarvi, non si tratta di un cambio di casacca o di ideologia politica.
Come detto Berlusconi cambia musica e abbandona, sembra definitivamente, Mariano Apicella. E se non è un addio definitivo almeno lo è durante la campagna elettorale. La notizia è veramente di quelle che distruggono un mito. Quanti di voi non ricordano, magari durante l’edizione del TG4 delle 19.30 di qualche anno fa, Apicella e Berlusconi seduti uno a fianco all’altro cantare le canzoni di Mariano.
Canzoni di Mariano che forse sarebbe meglio definire canzoni di Silvio. Sì perchè i testi delle canzoni di Apicella sembra venissero scritti proprio dal candidato premier di destra. E anche per questo l’addio, soprattutto durante questa campagna elettorale fa pensare.


L’ultimo comizio lo farò quando morirò
più che amareggiato, proprio non si capacita. Si ritrova sorpreso ed incredulo di fronte alla decisione chiara e precisa di Walter Veltroni di tenerlo fuori dalle liste.

Quanti di voi, tramite le riminiscenze delle scuole medie e magari delle superiori, si ricordano del Benelux? Per tutti coloro che non dovessero ricordarsi, il Benelux è una regione europea composta da tre stati: il Belgio (BE), i Paesi Bassi (NE) e il Lussemburgo (LUX). In principio il Benelux era stato istituito per creare una unione doganale tra i tre paesi, mentre oggi verrà ricordato sicuramente per qualcosa di peggio.
Infatti nella serata di ieri il Lussemburgo ha approvato la proposta di legge che permette la depenalizzazione dell’eutanasia. Attualmente solo altri due paesi hanno già effettuato questa operazione e sono proprio i suoi vicini di casa Belgio e Olanda.
Uniti ancora per lo stesso ideale. In principio era l’economia che aveva portato all’istituzione del Benelux oggi invece il diritto a morire unisce moralmente i tre stati. Sicuramente sarebbe stato meglio farsi ricordare per la prima motivazione piuttosto che per la seconda.

Lo dice anche il famoso detto: “Vedi Napoli e poi muori” e purtroppo mai così reale. I gas che si sprigionano dai rifiuti abbandonati ancora per le strade, della cui tossicità si è parlato a destra e a manca, invadono l’atmosfera della città, inquinandone la purezza.
E’un peccato vedere una situazione simile in Italia. Certo, sicuramente l’Italia non sarà il paese più moderno e tecnologico del mondo, non sarà il paese più all’avanguardia nelle tecnologie, non sarà il paese, almeno a livello economico, più felice. Però mi aspetto dal mio paese, un paese che comunque sia è e rimane di prima categoria, che il servizio di base venga svolto e eseguito. Non dico alla perfezione, ma che venga almeno eseguito.
In Campania sappiamo tutti come sono andate le cose. L’intervento di un commissario per lo smaltimento dei rifiuti prima, l’arrivo del super-commissario con i super poteri De Gennaro poi e ora uno stanziamento di un fondo per verificare l’effettivo tasso di salute della popolazione campana non sono serviti e non possono servire a risolvere un problema che in realtà ha radici molto più profonde.

non sussistono i presupposti dell’accoglimento dell’istanza cautelare, sia per la carenza di elementi di irreparabilità del danno, sia per la mancanza di fumus boni iuris
Il Tar dovrà poi esprimersi sul merito del ricorso. Al momento, dopo la pronuncia di oggi, la tanto criticata e temuta trattativa in esclusiva con Air France-Klm non si ferma e procede il suo inesorabile cammino.

Silvio Berlusconi è una persona capace anche di gesti estremi, di darti magari una coltellata alle spalle, come dimostra l’esperienza di questi giorni
Non basta? Cesa, ai microfoni di Radio Monte Carlo, non si tira certo indietro.
E’ una persona su cui poter contare nel rapporto umano, meno in politica


Quanti di voi si ricordano di Antoine e del suo famoso motivetto, divenuto leggenda? Quella canzoncina che diceva “Se sei ricco, ti tirano le pietre. Se sei povero, ti tirano le pietre. Ovunque tu andrai, qualunque cosa fai, sempre pietre in faccia prenderai!”.
Ora con un po’ di fantasia, non che ce ne voglia molta per la verità, provate a cambiare le pietre con 30 frustate. Direte voi, che malvagità, bastavano le pietre. Evidentemente non è così in tutti i paesi, come ad esempio l’Iran. Certo da un paese “democratico” come quello che governa Mahmoud Ahmadinejad ci possiamo aspettare questo e altro. Purtroppo però non è finita qui.
In fondo 30 frustate le darei anche io al pedofilo che è salito alle cronache televisive nemmeno qualche giorno fa (e scusate l’off topic ma spero vivamente nella castrazione chimica), ora vediamo come un anziano di 70 anni si è guadagnato le 30 frustate, alle quali vanno aggiunti anche quattro mesi di detenzione in carcere. Insomma una pena da “libidine coi fiocchi”. E tutto questo per avere portato a spasso per le strade della città un cane.

Un titolo diverso onestamente non mi viene proprio in mente. La sconfitta nerazzurra in Champions di ieri sera mi ha portato a riprendere il famoso coro dei “reds” del Liverpool, che inneggiano alla loro squadra, sia che le cose vadano bene sia che le cose vadano male, con il famosissimo “You’ll never walk alone!”, ovvero non camminerete mai soli.
Con qualche piccola modifica fatta ad hoc al coro ecco pronto per voi, direttamente dalla mia testolina, un possibile spot pubblicitario elettorale per il partito di Casini e compagni; un bel “We’ll always walk alone”, ovvero cammineremo sempre soli.
Casini non ne vuole proprio sapere. Ormai è diventato completamente riluttante all’idea di avere qualcuno al suo fianco. Lo posso capire assolutamente. Ha passato dal 1994 i suoi anni di governo a fare gavetta dietro a uno che di gavetta in politica non ne ha mai fatta e che al massimo gli permetteva di lucidargli le scarpe. Ed è giusto, se il momento ai suoi occhi è quello propizio, cercare di farsele lucidare lui le scarpe ora.

Quando vi arriva il certificato elettorale strappatelo e buttatelo per strada

Comunico ai miei compatrioti, che in questi giorni mi hanno fatto un grande onore eleggendomi a membro del Parlamento, che io non aspirerò né accetterò – ripeto – non aspirerò né accetterò la carica di presidente del Consiglio di Stato e di comandante in capo
