Olanda: Questo “Fitna” non s’ha da fare

di Paolo Riva Commenta

Se siete dei cine-amatori e avete prodotto delle pellicole di denuncia su questo o quell’argomento, vi sconsiglio altamente di buttarvi nella politica. Sappiate che verrete solamente criticati per aver esposto quanto molti pensano, ma che in realtà nessuno ha il coraggio di dire.

Così dopo la vicenda “Persepolis” in Libano, ecco a voi l’ennesimo caso di film criticato. Lavorando nel campo cinematografico (non pensate che sia un regista o un attore, sono il semplice macchinista che proietta i film sul telo che voi tutti poi in sala vedete), mi sono sempre fatto l’idea che un film, per quanto sia brutto tecnicamente, avrà sempre un significato di fondo. Questo significato per quanto nascosto possa essere, comunque sarà presente. E come tale va rispettato.

Ed ecco quindi come in Libano un film che va fuori dai canoni islamici, Persepolis appunto, viene bandito completamente dalle sale. Se dal Libano passiamo all’Olanda ecco che il punto di vista cambia radicalmente. In questo caso non si parla di un film diffuso nelle sale, quanto su internet (che potremmo definire, con tutto il rispetto, una grande meretrice alla quale tutti possono attingere). E il regista, Geert Wilders, è un politico di estrema destra appunto olandese.

Cerchiamo di capire cosa rappresenta Fitna e quali vicissitudini ha dovuto subire in quella che, teoricamente, dovrebbe essere la rete libera. Le vicissitudini di Fitma sono iniziate da pochissimo, solo 2 giorni fa. Il film infatti viene pubblicato su LiveLeak (un portale di hosting di filmati appunto), il 27 marzo 2008. Subito è stato rimosso dal sito ed è stato sostituito da un messaggio da parte dello staff, che motiva la scelta fatta. Potete vedere, se siete abbastanza curiosi e avete una buona conoscenza dell’inglese, la pagina dedicata al filmato su LiveLeak a questo indirizzo:

Filmato di Geert Wilders

Il film non fa che riprendere dei capitoli (in arabo chiamati Sura) del Corano accompagnati dalla musica del Peer Gynt. Durante la lettura di questi brani vengono messi come intermezzo delle immagini che vogliono riportare alla mente ciò che la cultura islamica ha commesso di negativo, rispetto alla cultura occidentale (al di là del lato terroristico, comunque ovviamente considerato). Riprendendo quindi questi argomenti, Wilders ripercorre i diversi capitoli del Corano dandone per cui una personale opinione.

Dopo la censura applicata nei paesi islamici, come era prevedibile comunque, l’opinione pubblica olandese ha stroncato ampiamente il lavoro di Wilders che, secondo i sondaggi, oggi guadagnerebbe 10 seggi al posto dei 12 di nemmeno una settimana fa.

Lascia un commento