Ministri. Quando si tira la cinghia

di Angela Gennaro Commenta

Italiani gloriosi e dai leggendari fasti. Italiani che il cenone di Natale lo fanno al risparmio. Che si buttano sul regalo utile – se proprio devono spendere – oppure decisamente spendono meno o, ancora, non spendono affatto per questa faccenda consumistica delle Feste di fine anno. Lo dice il Codacons, lo dice il Times, “lo ha detto certamente la televisione”, lo dicono, insomma, un po’ tutti. E l’Italia tira la cinghia.

Fa notizia – perchè bizzarra, fondamentalmente, nello scenario della politica nostrana – l’ultima trovata di Romano Prodi. Cui, probabilmente, non ha, almeno in questo caso, fatto male l’esperienza europea. Anche il Consiglio dei Ministri solidarizza col resto del Paese, e tira la cinghia.

A modo suo, sia ben chiaro. Ma per una volta si applica la parola “diminuzione”. Divertente, quasi tenero, l’articolo di Repubblica.it: i Ministri italiani danno un limite al valore dei doni che possono ricevere in occasione dei viaggi e delle visite di rappresentanza. Un segno di civiltà, del resto. In Europa, e in altre parti del mondo, questo limite c’è già. Insomma, non potranno più portare a casa i regali ricevuti in occasione del servizio offerto alla Nazione, se il gentil pensiero supera il valore di 300 euro. Ragionevole, si può quasi dire. Il valore eccedente può andare, a scelta, in beneficenza o essere destinato alle sedi di rappresentanza, oppure ancora – ci sono, gli “affezionati” – essere riscattato per il surplus dal Ministro in oggetto.

“Un giro di vite all’insegna dell’austerity, dunque, in un Consiglio dei ministri in cui gli unici due doni natalizi sono stati quelli distribuiti da Paolo Ferrero (il suo libro) e da Alfonso Pecoraro Scanio (un caricatore di batterie a energia solare). D’altronde anche in Parlamento quest’anno è andata un po’ così. Coi senatori che si sono visti recapitare dall’ufficio dei questori una bandiera italiana e una dell’Ue, due copie della Costituzione e una medaglietta della legislatura”.

Quello di Ferrero potrebbe agevolmente essere annoverato, con assoluto rispetto ma alla luce dell’evidente prezzo agevolato di cui beneficia l’autore, tra i regali-al-risparmio. Quello di Pecorario Scanio, invece, nella categoria regali-utili. L’utilità non sarà forse condivisa, concettualmente e materialmente, da tutti i destinatari, ma tant’è. Chissà che ne pensa il Cavaliere. All’epoca sua, lo stile era un altro.

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