Meno degrado e più sicurezza per i romani

di Paolo Riva 1

Un messaggio che “viene dar core” (i capitolini mi perdonino il mio dialetto romano maccaronico), sicuramente così si potrebbe definire il discorso che, in mattinata, il Pontefice ha tenuto in un incontro con gli amministratori di Roma, della provincia capitolina e della regione Lazio. Parole che riportano alla mente, come lo stesso Benedetto XVI ha citato, la morte di una innocente come Giovanna Reggiani.

Per coloro che non hanno a mente gli eventi di un paio di mesi fa, cerchiamo di fare un veloce “flashback”. Siamo a fine ottobre e Giovanna Reggiani, come sua abitudine scende alla fermata Tor di Quinto a Roma per tornare a casa dove l’attende il marito, il capitano di vascello della Marina Militare Giovanni Gumiero. Non arriverà mai a casa. A pochi metri dalla stazione Giovanna viene aggredita, violentata, derubata e lasciata in fin di vita. Ritrovata poi in un fossato poco lontano la donna morì in ospedale poco dopo. Si scoprì poi che i colpevoli di tale violenza furono dei rumeni.


Ricordando questi infelici fatti, quindi, il papa chiede alle amministrazioni pubbliche più sicurezza e una vita più dignitosa per tutti:

Un evento tragico come l’uccisione a Tor di Quinto di Giovanna Reggiani ha posto bruscamente la nostra cittadinanza di fronte al problema non solo della sicurezza, ma anche del gravissimo degrado di alcune aree di Roma: specialmente qui è necessaria, ben al di là dell’emozione del momento, un’opera costante e concreta, che abbia la duplice e inseparabile finalità di garantire la sicurezza dei cittadini e di assicurare a tutti, in particolare agli immigrati, almeno il minimo indispensabile per una vita onesta e dignitosa.

Papa Ratzinger non solo “accusa”, ma mostra anche come la Chiesa cerchi di venire incontro a queste situazioni invitando anche lo Stato a farlo:

Un’altra emergenza che si aggrava è quella della povertà: essa aumenta soprattutto nelle grandi periferie urbane, ma comincia a essere presente anche in altri contesti e situazioni, che sembravano esserne al riparo. La Chiesa partecipa di tutto cuore allo sforzo per alleviarla, collaborando volentieri con le istituzioni civili, ma l’aumento del costo della vita, in particolare i prezzi degli alloggi, le sacche persistenti di mancanza di lavoro, e anche i salari e le pensioni spesso inadeguati rendono davvero difficili le condizioni di vita di tante persone e famiglie.

La risposta a tali parole arriva da Walter Veltroni, sindaco della Capitale, che ha spiegato come, le istituzioni, già stanno svolgendo queste opere di “sostegno”:

A Roma lavoriamo, giorno dopo giorno per far sì che nella nostra città le luci del diffuso benessere di questa parte del pianeta non conducano a dimenticare il disagio di tanti, il dolore degli “invisibili”, la disperazione di chi vive ai margini, ma anche le paure e le difficoltà di molte famiglie dove lo stipendio non basta ad arrivare alla fine del mese, dei giovani che devono misurare il loro sogno di sposarsi e avere figli con la realtà dei prezzi di una casa o l’insufficienza dei servizi.

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