Meno alberi per l’Africa. Più benzina per tutti

di Paolo Riva 9

Il caro-petrolio è un argomento di cui tutta l’Europa è afflitta. Piaga dovuta soprattutto al fatto che l’estrazione di greggio avviene lontano dai paesi compratori, ma anche a causa di una speculazione politica attuata dai petrolieri.

Una serie di circostanze che stanno spingendo molte società energetiche a trovare delle alternative valide. Tra queste anche l’Eni che, il 19 maggio scorso, ha firmato con il governo del Congo un accordo per l’estrazione di petrolio da cave di sabbia e roccia.

Questo processo di estrazione, decisamente più costoso di quello convenzionale, sembra tuttavia essere il futuro dell’estrazione petrolifera. E’ quindi questa la nuova frontiera energetica.

Una tipologia di estrazione che sembra essere, a detta di Greenpeace, dannosa per l’ambiente perchè porterà ad un incremento ulteriore della deforestazione africana, ma soprattutto a sconvolgimenti territoriali non indifferenti.

Vale la pena spendere 10 centisimi in meno di benzina al litro distruggendo però il nostro amato pianeta?

Commenti (9)

  1. Più leggo queste notizie e più rimango sconcertata di fronte all’avidità umana…nonchè alla sua immensa stupidità! Rimaniamo ancorati a questo benedetto petrolio solo per far arricchire le compagnie petrolifere, quando il nostro amato pianeta ci offre continuamente alternative più pulite e coscenziose…ma noi ovviamente le snobbiamo tutte!!!

  2. @Greentravel: Purtroppo per noi la ricerca e lo sviluppo delle nuove risorse energetiche non è così remunerativo per le tasche della gente. Sono convinto che la realtà sia molto meno brutta di quanto ce la vogliano disegnare, ma se continuiamo su questa strada poco ci manca a giungere a questi tristi scenari.

  3. Ma il fatto è che anche continuare ad utilizzare il petrolio non conviene più e quindi perchè proseguire su questa strada? !

  4. @Greentravel: Semplicemente perchè puntare su qualcosa di diverso comporterebbe non solo le spese della nuova strada presa, ma anche le spese per lo smantellamento di tutto ciò che oggi si usa e che domani non si dovrà usare. A questo punto ecco il motivo per cui i petrolieri evitano di cambiare strada. Spendere per niente non ha senso per loro…ma per l’ambiente?

  5. certo che investire in fonti alternative è doveroso soprattutto per noi che dobbiamo smettere di usare le macchine a benzina e comperare automobili che vanno a metano! se la benzina non avrà più mercato vedi come cambiano atteggiamento, codesti signori!!

  6. le le che stronzata meglio + alberi
    e passiamo ad altre fonti di “energia”

  7. @Jenny: Dire che la benzina non avrà più mercato è come dire che non mangeremo più pane e non berremo più acqua imbottigliata a pranzo e a cena. Cambiare un automobile, anche solo per installare un sistema a metano, costa almeno 1500 euro, un investimento che di questi tempi non in molti si possono permettere specie perchè la macchina, probabilmente, la stanno ancora pagando. Eventuali scioperi della benzina, ecc..ecc… sono cose inutili. Per quanto potremmo resistere?

    @feli79: Sinceramente non ho compreso il tuo commento…

    Voglio approfittare comunque per ringraziare tutti per il dialogo positivo a cui tutti voi avete partecipato. Grazie a tutti e continuate a commentare ovviamente .

  8. Grazie a te per averci offerto la possibilità di farlo! Quasi quasi ti “ruberei” la notizia per metterla nel mio blog…mmm che tentazione!! 🙂

  9. @Greentravel: Puoi sempre linkarci. 😉

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