La Voce delle Voci, attacco massonico (Quesito con la Susi inside)


Quesito con la Susi
Quesito con la Susi


Oggi, grande concorso. La Voce delle Voci. Alzi la mano chi ha mai sentito questo altisonante nome.


Nessuno? Nessuno vincerà il concorso? Uno sforzino? Trattasi di una pubblicazione. Sì. No. Niente. Domanda di riserva: chi è Giulietto Chiesa? Poco materiale anche qui, eh? Nessuna pronta risposta, vero? E chi sono i massoni? Va bene, teniamo il premio per la prossima settimana, e nel mentre sveliamo l’arcano.


La storia de La Voce delle Voci è consultabile sul sito. I recenti sviluppi – in sintesi, sono i seguenti: intimidazioni e minacce di azioni giudiziarie pervenute alla redazione de “la Voce delle Voci” da ambienti massonici italiani. Lo comunica un editoriale pubblicato dallo stesso mensile.

La Voce delle Voci è l’edizione nazionale dello storico periodico La Voce della Campania, fondato nel 1975 e fino al 1980 quindicinale del PCI. Chi ci ha lavorato? Tra gli altri, tale Michele Santoro, che è stato l’ultimo direttore della prima edizione. La pubblicazione si distingue nettamente dal mainstream: grandi inchieste, che hanno svegliato l’attenzione di media nazionali, magistrati e parlamentari. Quelle sul terremoto in Irpinia, tanto per ricordare.


Dal profilo, apprendiamo anche che, nel 1992, Giorgio Bocca (non bruscolini, insomma) definisce il giornale diretto da Andrea Cinquegrani

una voce nel deserto, un mensile dove compaiono i puzzle delle società fasulle in cui politici, camorristi e finti galantuomini intrecciano instancabilmente le loro trame di furti e malversazioni


Al Tg1 non la citeranno mai come fonte, ma dai tempi di Tangentopoli questa redazione è punto di riferimento per inviati di tutto il mondo, cui fornisce materiali di documentazione, meritando centinaia di riprese stampa ed interviste.


Giulietto Chiesa. Chi è costui? Un parlamentare europeo, dirà qualcuno di voi. Giusto. La sua è una biografia certo intensa. Un comunista, comunque. Pare che il mondo ne sia ancora strapieno, e che non facciano riposare bene il povero Silvio. Unico antidoto possibile: il Lodo Alfano.


Se volete, comunque, di Chiesa è anche disponibile la Dichiarazione di interessi finanziari.


L’europarlamentare – in Italia sarebbe estinto, in effetti, in quanto parlamentare – ha scritto una lettera aperta di solidarietà a La Voce delle Voci, quindi al direttore e al condirettore Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola.


Mi giunge notizia delle vere e proprie intimidazioni che la Voce delle Voci sta subendo dopo la pubblicazione della prima parte degli elenchi degli affiliati a varie logge massoniche.
Viviamo in tempi in cui la Costituzione, legge fondamentale dello stato italiano, viene violata impunemente da alcuni (ex?) affiliati a logge massoniche. Il più preclaro dei quali è niente meno che l’attuale capo del governo


Ci va giù. Con una verità difficilmente negabile. Silvio Berlusconi, tessera numero 1816. Per la P2 Berlusconi ha subito la sua prima condanna, ormai definitiva: per falsa testimonianza. Nel 1990, a Venezia: giudicato colpevole di aver giurato il falso davanti ai giudici, a proposito della sua iscrizione alla loggia. Ma, guardate un po’: il 1989 era stato celestialmente l’anno di un’amnistia.


In quel testo fondamentale, per me e per voi, è scritto che le associazioni segrete sono vietate. Ne deriva che chi ne fa parte si colloca (o si è collocato), fuori dalla (e in contrasto con la) legge fondamentale dello stato


Vale la pena citare, dunque, l’articolo 18 della Costituzione della Repubblica Italiana:

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.
Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.


Mumble mumble. Ritornando a Giulietto:

Avrebbero dunque ragioni di obiettare alla pubblicazione degli elenchi, dunque, solo coloro che vi fossero stati erroneamente inclusi. Ma se le vostre fonti sono buone, come non ho ragione di dubitare, voi avete tutto il diritto – ed, essendo venuti in possesso di informazioni su materie che minacciano la legalità repubblicana, anche il dovere – di darne informazione pubblica.
Invocare, come fanno gli avvocati massoni che vi hanno diffidato, la legge sulla privacy equivale, mutatis mutandis, a esigere che un reato non sia reso pubblico una volta lo si sia scoperto.
Leggo che il Gran Maestro Gustavo Raffi cita Mauro Paissan, dell’Ufficio del garante della Privacy, nella lapidaria dichiarazione secondo cui “Queste liste non sono a disposizione del primo che passa”. Mi auguro che il signor Paissan non abbia pronunciato davvero una frase così priva di senso.
Un giornalista che fa il suo mestiere, infatti, non è “il primo che passa”. Ma anche “il primo che passa” – nel senso di cittadino qualunque – ha diritto di sapere se c’è qualcuno che, per motivi poco confessabili evidentemente (altrimenti perchè tanta furia dopo che emergono i nomi), si associa segretamente. Per quali scopi? Con quali vantaggi (non risulta che la P2 facesse beneficenza, per esempio)?


C’è una canzone che abbiamo cantato l’altro giorno, 5 amici, una chitarra e del buon vino. Rosso. Come se fossimo ancora adolescenti. Mi veniva in mente.



ANTIMAFIADuemila ha rilanciato la lettera di Chiesa. Perché sostiene con piena convinzione la battaglia degli amici e colleghi Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola in difesa del diritto all’informazione.


Diritto-dovere. Perso, bistrattato, smarrito, violentato.


Saluti.