La riapertura tra Usa e Iran

di Paolo Riva Commenta

Oggi è il grande giorno del re-incontro. Chiamiamolo così per ora e niente di più perchè utilizzare male i termini in queste situazioni si fa in fretta, ma dall’incontro che si svolgerà a Ginevra tra Iran e USA, ha una valenza storica non indifferente.

Per comprenderne il significato basta tornare indietro di un po di anni, agli inizi degli anni 80. Siamo in Iran e l’esercito islamico dell’Iran occupa l’ambasciata degli Stati Uniti a Teheran, capitale dello stato. Il personale venne poi rilasciato, grazie anche all’intervento del presidente in carica degli USA in quel tempo Jimmy Carter, ma il paese a stelle e strisce da allora non rimise più piede in Iran.


Chissà che oggi non possa essere un incontro positivo in questa direzione, considerando i forti segni di apertura da parte dei due stati riguardo la questione nucleare.

Dalla parte dell’Iran infatti il segno di apertura viene dalla voglia di aprire un dialogo riguardo lo sviluppo e la gestione del nucleare in Iran. Dall’altro lato da parte degli Stati Uniti si tende una mano nei confronti di uno stato, come quello iraniano, che si è sempre cercato di attaccare in ogni modo, almeno a livello mediatico.

Ora che le parti si sono riunite, a Ginevra, alla presenza anche del capo della diplomazia europea Javier Solana, sembra che le prospettive per un legame di più lunga durata vi possano essere tutte. Una situazione che ovviamente su tutti i fronti si spera di poter risolvere nei migliori dei modi per cercare di seppellire l’ascia di guerra ancora prima di prenderla, ma soprattutto per fare respirare l’economia occidentale che, a causa del caro-petrolio, ha bisogno di respiro da parte del Medioriente.

Un respiro che non arriverà di certo da questo incontro sul nucleare a Ginevra, ma che può essere la rampa di lancio per eventuali incontri futuri che potranno portare a un dialogo più costruttivo anche riguardo questo argomento.

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