Guerra Usa – Iraq/Afghanistan: ogni vittima americana vale 200 milioni di dollari

di IsayStaff 1

Le passeggiate di salute, solitamente, le si fa con altro abbigliamento, in ben altri contesti, per differenti motivi. Quindi, la sfilza di dati – da capogiro, ovvio – che va a descrivere il conflitto in corso tra gli Stati Uniti e l’Afghanistan non racconta nulla che non si potesse già immaginare. Detto ciò, è in ogni caso incontrovertibile che la guerra suddetta sia passata alla storia come la più costosa (rapporto costi/vittime) mai sostenuta dal Governo a stelle e strisce: dall’invasione dell’Iraq all’inizio del mese di luglio, infatti, si è raggiunta la faraonica cifra di mille miliardi di dollari utilizzati dalle varie amministrazioni (che poi sono due: quella di Bush e l’attuale di Obama) statunitensi.

Due le operazioni cui si riferisce il dato: “Iraqi Freedom” e “Enduring Freedom” e la cifra risultante non è che un lineare rapporto tra numero dei caduti e costo per unità. Se ne deduce che – il resoconto è del servizio ricerce del Parlamento ed è stato ripreso da Repubblica – nonostante l’inarrivabile spesa sostenuta dagli americani nel corso della Seconda Guerra Mondiale (oltre 4 mila miliardi di dollari), è in realtà il conflitto in Afghanistan ad aver determinato (soldi spesi/vittime) il costo più alto mai sostenuto dagli Usa.

In quel caso (Seconda Guerra) vennero utilizzati dalla Nazione 16 milioni di soldati per un totale di 480 mila vittime (a conti fatti, ogni caduto costò 9 milioni di dollari); nell’altro (Iraq/Afghanistan) poco più di due milioni di soldati per poco più di cinque mila vittime (costo/caduti peri a 200 milioni di dollari). Più della Corea, più del Vietnam. Altra differenza sostanziale e neppure poco trascurabile? Facile: che se i dati relativi alla Seconda Guerra Mondiale sono oramai definitivi e archiviabili, quelli inerenti al conlitto afghano (ancora in corso) restano purtoppo provvisori. E soggetti a variazioni – non serve la sfera di cristallo per sostenerlo – che oscillano verso l’alto piuttosto che il contrario.

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