FOTO Napolitano: “Festeggiare l’unità d’Italia ma superare il centralismo”. Bossi: “Prima il federalismo”

di Joel 3

Foto: AP/LaPresse

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dato il via, oggi, a Reggio Emilia, alle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’ Unità d’ Italia. Nel suo discorso, il capo dello Stato ha affrontato diversi temi: innanzitutto, ha esortato tutte le forze politiche al rispetto della Costituzione e del tricolore, affermando che “Dato che nessun gruppo politico ha mai chiesto che vengano sottoposti a revisione quei principi fondamentali della nostra Costituzione, ciò dovrebbe significare che per tutti è pacifico l’ obbligo di rispettarli. Comportamenti dissonanti, con particolare riferimento all’ articolo sulla bandiera tricolore, non corrispondono alla fisionomia e ai doveri di forze che abbiano ruoli di rappresentanza e di governo”. Napolitano chiama anche in causa la Lega, ricordando che “il ritrarsi o il trattenere le istituzioni, dall’ impegno per il centocinquantenario non giova a nessuno”.

Proprio il leader della Lega, Umberto Bossi, ha fatto presto conoscere la sua opinione in merito: per il Senatur,”Celebrare i 150 anni dell’ Unita d’ Italia senza il federalismo, con tutto ancora centralizzato a Roma, sarebbe una cosa negativa. Il federalismo è una speranza, bisognerebbe almeno arrivare a realizzare il progetto di Cavour”.

Il presidente Napolitano, poi, parlando in serata a Forlì, davanti anche a due consiglieri comunali leghisti, esorta anche ad uno “sforzo per superare il vizio di origine del centralismo statale di origine piemontese”. cita a proposito di tale “sforzo”, l’ “attuazione della riforma del titolo V della Costituzione” e invoca “spirito unitario” per superare alcune “tare” che abbiamo ereditato. Parole che soddisfano pienamente il ministro leghista Calderoli, per il quale “Ogni parola di Napolitano è una sorpresa positiva”.

Napolitano oggi aveva aperto le celebrazioni dell’ unità d’ Italia, assistendo all’ alzabandiera a Reggio Emilia, e tenendo poi un discorso incentrato principalmente sulla bandiera e sulla Costituzione, dato anche che proprio a Reggio Emilia è nato il tricolore. Erano presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il sindaco di Roma Alemanno, di Torino Chiamparino e di Firenze Renzi, le tre città che sono state capitali dello Stato italiano.
Da parte leghista, il primo a replicare alle parole del Capo dello Stato è stato il governatore del Veneto Zaia, per il quale “La miglior risposta che il Parlamento può dare alle celebrazioni per i 150 anni dell’ unità d’ Italia è approvare il federalismo”.

Dall’ opposizione, invece, per il capogruppo PD al Senato Anna Finocchiaro “L’ unità nazionale è un valore in cui ci si riconosce a prescindere dall’ approvazione o meno di un provvedimento legislativo”.
Da Futuro e Libertà, Roberto Menia dichiara: “Se queste sono le premesse del federalismo, non sarà difficile per noi votargli contro”. Il capogruppo Italo Bocchino ha poi precisato: “Noi siamo a favore, ma siamo contro chi pensa e sostiene che esso sia complemento dei festeggiamenti dell’ unità d’ Italia o addirittura della stessa unità d’ Italia”.

Commenti (3)

  1. Ma come si fa con partito come la Lega che ha ancora nello statuto ( vedi ieri sera da Fazio) l’indipendenza della Padania. Festeggiare va bene, ma non bisognerebbe risolvere questo problema : può un partito al governo della Repubblica contemporaneamente minacciare la secessione?

  2. Siamo sicuri che sia sostenibile uno stato unitario con le differenze profonde di reddito tra nord e sud ( il sud ha poco più della metà del Pil pro capite della Lombardia)?
    Ma l’alternativa può essere la formazione di due stati, uno con l’Euro tedesco e l’altro con una moneta svalutata, modello paese extracomunitario’. Probabilmente a questo mira la Lega. Rimane il problema del centro. Roma con chi va? E se andasse con il Papa? Lo IOR non è mica povero!

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