Diversamenteoccupati, canto precario a Sanremo (forse)

di Angela Gennaro 1

Il festival di Sanremo è una tassa tutta italiana. Forse “risollevato” dalla noia dalle sortite di Morgan, da Pierluigi Bersani che parla dell’accaduto, da un dopofestival trasmesso su YouDem.

Ma forse, al festival di Sanremo, sul palco dell’Ariston, sentiremo questo rap. Un rap senza tempo. Troppo attuale, troppo vicino. Dopo il salto il testo della canzone da Diversamenteoccupati.it.

Testo e voce – Arnald
Musica – Marco Maracci
Vocalist – Valentina Paiella
Video – Sashimi Design

Diversamente occupati

Nella tua mente c’è una voce che non mente
E non porta più rispetto per questo Stato assente, indifferente,
Verso chi si trova in stato interessante
E non può niente contro quella gente
Chi ti assume fino a sera, chi ti taglia la mattina
Sul lavoro sei spacciata anche se fai l’eroina
Trattata come schiava tra agenzie interinali
Società di umiliazione e sfruttamento generazionali
Che spinge in piazza giovani stupefacenti
Che lottano ogni mese con le unghie e con i denti
Che poi non hanno il pane per campare, progettare
Sopo per farsi dare qualche dose di una vita regolare
La tua assunzione non può dare dipendenza o assuefazione
Per questo chi ha un cervello fugge da questa nazione
E ci se resti ma guadagnano di più i tuoi genitori
Allora manda loro a vivere da soli.

E presto o tardi inizia la tua lunga saga
Per la conquista di una busta paga quasi vuota
Ma chi la paga qui non s’accontenta
E te la fa pagare cara con la legge trenta
Regola di un gioco di una società che azzarda
Tangentopoli, Parentopoli, Vallettopoli
Monoppoli di una casta niente affatto casta
Che alza anche cresta sulla tua esistenza
Degenerazione di generazioni illuse
Di pagarci appena 1000 euro al mese
Ma ormai la base d’asta è sette e cinquanta
E c’è chi si lamenta di chi si lamenta.
Ma quando sei precario tu non puoi star male
Non puoi andare in ferie o in cassa integrazione
E l’unica pensione che vedrai
È dove andrai a dormire quando emigrerai.

Diversamente occupati, diplomati, laureati
Vi hanno messo con le spalle al muro, senza un progetto per il futuro.
Diversamente occupati, operai specializzati
Per voi non c’è più rispetto, ma un futuro a progetto.

Se vi hanno preso in fabbrica, sentite condoglianze
Da noi si muore quanto in Iraq al fronte
Ma almeno lì hai il nemico che ti spara addosso
Qui t’ammazza un taglio al budget e un estintore in rosso.
Per troppi ormai in Italia il posto fisso è il cimitero
E troppi per averlo lavoravano anche in nero,
Il solito copione per pellicole d’autore
Con più di mille repliche in fabbrica e in cantiere.
Perchè la morte bianca impiega sempre nuovi attori
E per offrire ruoli fa turni straordinari
Non servono domande per un’audizione
E ti ripaga subito con la liquidazione
E visto che ogni giorno tra prediche e sermoni
Assume di più il cielo che i nostri imprenditori,
Il primo maggio avremo sempre meno spettatori
Spostiamo al due novembre la festa dei lavoratori.

Diversamente occupati, diplomati, laureati
Vi hanno messo con le spalle al muro, senza un progetto per il futuro.
Diversamente occupati, operai specializzati
Per voi non c’è più rispetto, ma un futuro a progetto.

Per iniziare a lavorare
È sempre bene avere qualche raccomandazione
Per non trovarsi mai uno stipendio da part-time
Con turni di venti ore come in fabbrica a Shangai.
Ricorda che uno stage è il primo passo per la vetta
Che i sogni di carriera li nutre la gavetta,
Che per ogni squillo che ricevi in call center
Mandi un po’ a puttane sia il futuro che il presente.
Perchè il tuo tempo conta e corre sempre troppo
E tu rimani indietro per sei mesi di contratto
Ipocrita armistizio con la disoccupazione
Per farti assoggettare da uno Stato fannullone.
Se sei precario fuori non essero anche dentro
Evadi dal sistema, la chiave è il cambiamento
Non trovarti alibi o ti condannerai
Spezzati la schiea ma non piegarti mai.

Diversamente occupati,
Spezzati la schiena, ma non piegarti mai.
Diversamente occupati,
Spezzati la schiena, ma non piegarti mai.

Commenti (1)

  1. speriamo venga accolta l’iniziativa, il precariato è un problema reale.

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