Cosa sappiamo del Grilloleaks

di Alba D'Alberto Commenta

Chi ha guardato con sospetto l’ascesa repentina del Movimento 5 Stelle e chi ha attribuito molta presunzione all’atteggiamento tenuto dai parlamentari pentastellati, forse non vedeva l’ora di cogliere in flagrante Beppe Grillo di cui in questi giorni circolano delle registrazioni che fanno scattare il Grilloleaks. 

Sui siti di news italiani di parla di audio e video in cui Beppe Grillo discute con alcuni parlamentari del suo partito. Queste registrazioni sono state pubblicate sul dominio “grillo-leaks.com”, un sito messo online il 29 aprile e registrato da un utente che ha usato il nome “Paolo Casta”.

Il sito pare sia stato sospeso e si è reindirizzati su un sito su cui acquistare dei domini. Ad ogni modo dal 29 aprile e per un tempo sufficiente ad avviare una discussione, si è parlato delle registrazioni. Ecco il riepilogo della questione fatto da Il Post:

Nei giorni in cui è stato online “grillo-leaks.com” ha però permesso agli utenti di ascoltarne le prime registrazioni, e ai giornali di scaricarle e caricarle altrove. Il sito mostrava i volti di Beppe Grillo, di Gianroberto Casaleggio, di suo figlio Davide Casaleggio e di alcuni dei più famosi membri del Movimento 5 Stelle: accanto a ogni faccia, alcune frasi a loro attribuite. Sul sito compariva la scritta “la trasparenza andrà di moda”, uno degli slogan del M5S, e sullo sfondo le parole “democrazia diretta”; “trasparenza” e “onesta”, tutte precedute da un hashtag e seguite da un punto di domanda.

Prima di diventare irraggiungibile, forse per il troppo traffico generato, il sito aveva pubblicato alcune registrazioni fatte durante un incontro tra Beppe Grillo e alcuni suoi parlamentari, avvenuto il 27 novembre 2014, cosa che fa pensare che a pubblicare i file – o perlomeno a registrarli – sia stato un parlamentare o un ex parlamentare del Movimento 5 Stelle.