Cosa vuole l’Italia dalla Tunisia?

di D. Spagnoletto Commenta

Foto La Presse

Cosa vuole l’Italia dalla Tunisia? Una domanda che trova risposta in due punti. Andiamo con ordine. Volato nel paese nordafricano, ieri il premier Berlusconi ha tenuto fitti colloqui con i rappresentati del governo provvisorio locale in un incontro che è terminato così come era iniziato: posizioni diverse e nessun accordo.

Il presidente del Consiglio ha chiesto il contenimento dell’immigrazione clandestina e il rimpatrio di migranti arrivati nel nostro paese dalla Tunisia nelle ultime settimane in cambio di soldi e sostegno. Soldi e sostegno che, assieme alle due richieste, sono stati rispediti al mittente dai rappresentati del governo provvisorio tunisino.

Pur non riuscendo a ottenere nulla di concreto, il viaggio di Berlusconi ha fatto da apripista a quello del ministro degli Interni Roberto Maroni, che oggi si recherà a Tunisi nel tentativo di sbloccare la trattativa.

I rimpatri e soprattutto le loro dimensioni rimangono i nodi da scogliere ed è per questo che, qualora fallisse anche la sua “missione”, il capo della Viminale ha già in mente di proporre alla Tunisia un accordo di porzioni più limitate, delineato ieri dai tecnici italiani.

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