L’onorevole Carlucci e la sua portaborse Celestina

di Angela Gennaro 2


La notizia ha già fatto il giro della Rete, perché gustosa. Avrà fatto sorridere i più, gongolare molti, indignare altrettanti, gridare alla congiura alcuni. Anche perché tutti ricordiamo il video di cui sopra. E oggi Gabriella Carlucci viene battuta in tribunale, dove vince la sua ex portaborse. Portaborse che non sarà certo molto amata. E che o ha avuto coraggio, o ha avuto appoggio.

Gabriella Carlucci, onorevole parlamentare del Pdl, dovrà dare alla sua ex portaborse 10170,39. Già, perché Celestina – i giornali, oggi, la chiamano così, col suo nome di battesimo – ex collaboratrice della nota conduttrice (nonché parlamentare) ha denunciato il proprio datore di lavoro (la suddetta parlamentare) per aver lavorato in nero (in nero, sì, come tanti di noi, tanti che leggono, tanti, troppi in Italia) dal luglio del 2004 al giugno del 2006.

Potete leggere la ricostruzione dei fatti sul Corriere della Sera, La rivincita dei portaborse a firma di Sergio Rizzo, si chiede, come molti di noi: è l’inizio della “rivolta”? I parlamentari sanno perfettamente che da questo momento in avanti – e in realtà anche prima – i rapporti di lavoro con i propri collaboratori andranno gestiti con più lungimiranza. C’è già chi lo fa, trovando scappatoie di sorta legali e funzionanti. Ma i malcostumi diffusi, analoghi al caso di Celestina, sono già nell’agenda del ministro Renato Brunetta, ad esempio? Anche perché, si ripete, Celestina non è la prima nè l’ultima.

Ecco il servoizio delle Iene, dove Gianfranco Fini chiama la questione degli assistenti “annosa”. Proprio le Iene avevano dimostrato che solo l’8% dei portaborse ha stipulato con l’esponente politico per il quale lavora un regolare contratto.

E l’8% è una percentuale troppo bassa, no? Com’è possibile che proprio in quel palazzo gli onorevoli, ovvero coloro che fanno le leggi di tutto il Paese e per il Paese tutto, sono poi i primi a infrangerle? Lavoro nero in Parlamento. Questa è la sintesi, questa la riflessione da fare. Magari anche con l’Onorevole Gabriella Carlucci, perché no.

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