Bankitalia suggerisce governo politico per le riforme

di Roberto Rossi Commenta

 Bankitalia suggerisce un governo politico che possa prolungare l’iter delle riforme già intrapreso dall’esecutivo Monti. A sostenerlo – durante una intervista concessa alla Stampa, è il governatore Ignazio Visco, secondo il quale la ripresa economica del Paese potrebbe arrivare nella seconda metà del 2013. Per garantire la sostenibilità dello sviluppo nazionale è tuttavia necessaria “una riduzione dei vincoli per agevolare chi fa impresa”.

Oltre, si dirà, alla conferma di un governo che possa assumersi la responsabilità – prosegue Visco – “adottare misure che nel medio periodo conducano verso un sistema produttivo più competitivo, più efficiente e nel quale non ci sia spazio per la corruzione” (vedi anche Silenzio, parla Bankitalia).

Per quanto concerne il sistema di vigilanza bacaria europea, Visco aggiunge che “ora servono una legge bancaria Ue, un fondo comune di garanzia e un meccanismo di risoluzione”.

Per quanto invece riguarda lo spread, il governatore Bankitalia afferma come “l’allentamento delle tensioni negli ultimi mesi e’ stato rilevante: oltre alla notevole riduzione dello spread, in estate ancora intorno ai 500 punti, lo dimostrano la capacita’ di accesso al mercato a lungo termine da parte del Tesoro, la ripresa di acquisti di titoli pubblici da parte di investitori esteri e il ritorno delle banche italiane sul mercato obbligazionario dopo un periodo di notevole difficoltà”.

Visco interviene poi sulla natura dell’ampliamento del differenzale sul quale, afferma il governatore, pesano soprattutto le incertezze economiche e politiche. Ne consegue che, secondo il governatore Bankitalia, il prossimo governo “non deve disperdere i frutti del risanamento”. Visco ha infine aggiunto come l’Italia ha vissuto momenti di tensione ma ora la situazione sia certa migliore, e come “la contrazione del credito e’ stata contenuta grazie agli interventi della Bce. In futuro le aziende dovranno andare di piu’ sui mercati finanziari e contare meno sul credito bancario”.

In proposito vedremo, nelle prossime settimane, se l’avvicinarsi della tornata elettorale complicherà le principali variabili fondamentali.

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