Walter, Obama de noantri


Veltroni


If I could change the way I live my life today/I wouldn’t change a single thing/Cos if I changed my world into another place/I wouldn’t see your smiling face. Messaggio di San Valentino da Walter a Silvio. Special thanks: Lisa Stansfield.


L’accostamento è voluto, a partire dal protagonista italiano. Ribadisco che insomma ha la fondamentale differenza di essere meno belloccio e meno giovane, però insomma, uno ci prova con i mezzi che si ritrova a disposizione. Chissà Obama che ne pensa (Walter…WHO????).


Comunque, anche l’Obama de noantri inaugura le danze elettorali, rispondendo all’accorato comizio Milanese, molto milanese, di Silvio Berlusconi. Walter Veltroni ha scelto Spello per l’inizio della sfida. Una valle di ulivi, un paesaggio rilassante. Una terrazza del piccolo Eremo di San Girolamo. Perchè? Who knows. Sarà l’irresistibile richiamo alla terra. Sarà la volontà di vicinanza alla gente comune. Sarà che si sarà detto: questo eremo proprio mi manca.


È possibile ridurre le tasse. Il Salvatore viene al popolo annunciando la lieta novella. Grazie al risanamento portato avanti dal governo Prodi oggi è possibile venire incontro agli italiani con la riduzione delle tasse e l’aumento dei salari. Non sono del tutto certa che i metalmeccanici possano testimoniare cotanto ottimismo.

E poi la bacchettata sullo stato disastroso della politica italiana odierna, descritta in termini eufemistici come rappresentata da un bipolarismo che è stato incapace di uscire dall’ideologia. Walter saprà e percepirà a naso lo stato di scoramento decisamente all’apice dell’italiano medio nei confronti della classe politica. Antipolitica come male di questi tempi, insomma. Percepirà, altresì, lo stato di adirazione estrema di tutti, ma veramente tutti, gli italiani contro il governo caduto. Uno stato emotivo che porterà probabilmente l’elettorato dall’altra parte in massa. E per il quale, in effetti, era necessario prendere tempo. Se le elezioni anticipate fossero state posticipate, questo stato emotivo, pur duraturo, sarebbe presumibilmente sceso a termini percentuali più gestibili per il centro sinistra. E invece niente.


Il Partito democratico è nato per unire l’Italia, un Paese piegato e oppresso da nodi strutturali che nessuno sembra in grado di sciogliere. Il neonato aggregante politico, in verità, ad oggi non sembrerebbe aver unito nulla. Ma anzi aver urtato ulteriormente la coerenza e l’unione della sinistra realmente sinistra. Walter non può fare a meno di sottolineare che nessuno dei due schieramenti politici che si sono alternati al governo, è riuscito a vincere per due volte di seguito. Alibi? Ma insomma, un po’ tutti hanno deluso, e il sindaco di Roma lo sa e lo dice. I due poli sono stati incapaci di uscire dallo scontro ideologico. Ridicolo tenzone, in effetti, giacchè – e il leader del Pd non manca di sottolinearlo giacchè il fatto gli regge il gioco – le ideologie sono ormai morte e sepolte da un pezzo.


Veltroni basa la sua strategia sul concetto di cambiamento. Può e deve farlo. Ammesso e non concesso che a parole seguano effettivamente i fatti. Il centrodestra: Dall’altra parte sembrano più preoccupati di come vincere piuttosto del perché vincere. È la politica che deve rialzarsi, non l’Italia. E qui qualcuno si sarà sentito un tantinello preso in giro, a occhio e croce e con sguardo come di consueto al vuoto conto in banca. Però, insomma, Walter doveva pur rispondere al richiamo alle armi di Silvio: Rialzati Italia. Ed è innegabile che la politica sta scavando con le unghie in un fondo già assai profondo. Cambiamento, dunque, perchè, nobilmente, Veltroni da Spello afferma che la politica è solo un mezzo e non un fine. Un mezzo, l’attaccamento matto e disperatissimo a quella poltrona.


La differenza è tutta qui. Parte dallo stile e dalla sponda dei contenuti. Veltroni, che tanto nuovo non è, punta sul rinnovamento che narra con convinzione di rappresentare. Berlusconi, che invece è uno attaccato alla tradizione e dalla tradizione e da alcuni valori fondamentali trae linfa vitale, ha fatto ieri partire la sua campagna elettorale dalla città che per lui è certezza e fondamento. Milàn. E impostando le sue parole in preciso stile a braccio costruito. Dedicando, in apertura, ben sette minuti e mezzo, cronometrati e testimoniati, alla madre, la signora Rosa Bossi Berlusconi. Normale, dato che l’anziana matriarca è scomparsa domenica scorsa, a 97 anni.


La famiglia, l’emozione, i legami: un identico messaggio di conforto a Gianfranco Fini. Perchè anche in questo sono stati uniti, e a Roma ieri sono state celebrate le esequie della signora Erminia Marani Fini. Silvio, si perdoni il cinismo di chi scrive, certo non si lascia scappare il parallelismo: Loro saranno felici di vedere che i figli si accingono a fare un grande movimento dei liberali d’Italia: il sogno del Popolo della Libertà. Scroscianti, incontenibili applausi.


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