Vigilanza Rai, Villari è solo

di Angela Gennaro Commenta

Villari è rimasto solo. Forse, nella soap opera Vigilanza Rai, la svolta è vicina. Forse – dato che Villari non ha mai avuto intenzione di spostarsi dalla carica assunta.  I quattro capigruppo del Pdl hanno pubblicato ieri una lettera sul Corriere. Il titolo è inequivocabile: Finché Villari non si dimette, lasciamo la Commissione di Vigilanza.

Maggioranza e opposizione sono, a questo punto, compatte nel chiedere le dimissioni del presidente della Vigilanza Rai. La soluzione politica è vicina, dicono i due schieramenti. E Villari è solo.

Di fronte a Villari, due scelte: proseguire su una strada politicamente solitaria, oppure lasciare spazio ai soliti noti: Pd e Pdl. I quali, miracolosamente e paradossalmente, in Riccardo Villari trovano il punto di sintesi e armonia. L’unico.

Riccardo Villari, lo si ricorda, venne votato solo dal centrodestra, e la sua nomina è stata la reazione alla sfida sul candidato dell’Italia dei Valori – che al Pdl non andava affatti giù: su Leoluca Orlando.

Villari è stato espulso dal Partito Democratico, e per la sua posizione era necessario – nella politichetta all’italiana – trovare un come e un perché: Renato Schifani aveva ipotizzato, ad esempio, la sua revoca attraverso la giunta per il Regolamento, sulla base del suo passaggio al gruppo misto. Ora la lettera del Pdl.

Insomma: Villari, per il Pd, è un problema che solo il Pdl ha saputo o saprà risolvere. Che tristezza.

Paolo Tesauro, ordinario di diritto costituzionale all’Università «Federico II» di Napoli, è il giurista che ha aiutato Riccardo Villari a preparare il documento che potrebbe esibire domani alla Giunta per il regolamento. E avverte:

Che cosa deciderà politicamente non lo so. Quello che è certo è che, sotto il profilo giuridico, non può essere obbligato alle dimissioni

E c’è un precedente:

Violante, da presidente della Camera, sostenne che il controllo sulla Commissione può essere fatto solo al momento della composizione. Se si potesse intervenire successivamente, si violerebbe il principio per il quale i parlamentari agiscono senza vincolo di mandato. Sarebbe un far prevalere criteri partitocratici. La Commissione risponde solo a se stessa

Forse, Villari potrebbe volersi “divertire” ancora un po’…

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