Sergio Mattarella e il suo discorso gay friendly

di Alba D'Alberto Commenta

L’Irlanda ha legalizzato i matrimoni omosessuali pur essendo un paese profondamente legato alla cultura cattolica. L’Osservatore Romano ne ha approfittato per pungolare la Chiesa sul tema mentre Sergio Mattarella, anticipando tutti aveva dedicato una nota al discorso della discriminazione degli omosessuali. L’Irlanda, con un referendum, ha dato il via libera ai matrimoni gay e subito si è ricominciato a parlare dell’argomento anche in Italia dove Brunetta ha dato il suo OK alle unioni civili e dove l’Osservatore Romano ha notato la distanza della Chiesa dalla società su alcuni temi come questo.

Eppure alla discriminazione degli omosessuali aveva dedicato una nota anche il Presidente della Repubblica nel discorso per la IX Giornata internazionale contro l’omofobia il 17 maggio scorso. Ecco le sue parole:

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“In occasione della nona Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, istituita per iniziativa del Parlamento Europeo nel 2007, desidero incoraggiare quanti in questi anni si sono battuti e continuano a battersi contro ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale delle persone.
Il principio di uguaglianza, sancito dalla nostra Costituzione e affermato nella Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea, non è soltanto un asse portante del nostro ordinamento e della nostra civiltà. Esso costituisce un impegno incessante per le istituzioni e per ciascuno di noi. Rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della personalità umana è una responsabilità primaria, dalla quale discende la qualità del vivere civile e della stessa democrazia.
Le discriminazioni, le violenze morali e fisiche, non sono solo una grave ferita ai singoli ma offendono la libertà di tutti, insidiano la coesione sociale, limitano la crescita civile. Dobbiamo promuovere il rispetto delle differenze laddove invece la diversità scatena reazioni intolleranti. E dobbiamo parlarne con i giovani, perché purtroppo continuano a registrarsi atti di bullismo contro ragazze e ragazzi, che talvolta spingono alla disperazione. Si tratta di espressioni di disumanità insopportabili che vanno contrastate con un’azione educativa ispirata alla bellezza di una società aperta, solidale e ricca di valori.
Contro l’inciviltà delle discriminazioni e delle violenze molta strada è stata fatta, eppure il cammino è ancora lungo. E’ il cammino di una libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nelle sfera personale come in quella affettiva. Libertà anche come responsabilità. E’ compito della società nel suo insieme abbattere i pregiudizi dell’intolleranza. E costruire al loro posto una cultura che assuma l’inclusione come obiettivo sociale, che applichi il principio di eguaglianza alle minoranze, che contrasti l’omofobia e la transfobia, perché la piena affermazione di ogni persona è una ricchezza inestimabile per l’intera comunità”.