Il Papa interviene sui migranti ma parla anche del denaro sporco

di Alba D'Alberto Commenta

Si sa che i migranti sono un argomento all’ordine del giorno per l’Italia e per l’Europa ma nel nostro Paese che si è sempre dimostrato accogliente nei riguardi degli stranieri, ci sono anche piaghe endemiche che vanno curate, per esempio la corruzione e il denaro sporco. Questi i due argomenti dell’udienza del Papa. 

Il Papa ha spiegato ai fedeli riuniti in Piazza per l’udienza che la Chiesa non ha bisogno del denaro sporco e che se anche ci fossero benefattori che arrivano in Vaticano con un bel gruzzoletto di dubbia provenienza, il Pontefice non avrebbe problemi a rimandarli indietro. Il tutto è detto dal Papa ma trova un fondamento anche nelle scritture e potrebbe essere importante per chi amministra i soldi pubblici. Ha detto il Papa:

“Se viene qualche benefattore con un’offerta frutto del sangue di gente sfruttata, maltratta, schiavizzata, con il lavoro mal pagato, io dirò a questa gente, ‘per favore portati indietro il tuo assegno, brucialo’. È necessario avvicinarsi a Dio con mani purificate evitando il male e praticando il bene e la giustizia. Dio, dice il profeta Isaia, non gradisce il sangue di tori e di agnelli, soprattutto se l’offerta è fatta con mani sporche del sangue dei fratelli. La Chiesa non ha bisogno di soldi sporchi. È invece necessario avvicinarsi a Dio con mani purificate, evitando il male e praticando il bene e la giustizia”.

È poi tornato sul tema dei migranti sfruttando il tema giubilare della misericordia e ricordando a tutti che fare opere di misericordia come accogliere i migranti, rende gli altri peccati meno gravi, “bianchi come la neve”.