Saviano, intervista a un giornale israeliano: “Dal mio nonno ebreo ho imparato a raccontare le storie”

di D. Spagnoletto Commenta

 In un’intervista al quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, Roberto Saviano racconta delle sue origini ebraiche e del talento ereditato dal nonno nel raccontare le storie: “I genitori di mia madre erano ebrei, e io sono cresciuto sulle ginocchia del nonno che ha contribuito moltissimo alla mia educazione” spiega lo scrittore, “mi rivedo ad ascoltare le sue storie quando avevo tre anni, ha continuato fino ai miei 15”.

L’autore di Gomorra ha continuato a ricordare il nonno che gli ripeteva a memoria la frase dei Salmi: “Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra; mi si attacchi la lingua al palato, se lascio cadere il tuo ricordo”.

Le lancette dell’orologio familiare di Saviano vanno indietro nel tempo: “Una volta da bambino andai a dormire e mi resi conto che quel giorno non avevo pensato a Gerusalemme, ero spaventato, ero sicuro che avrei perso il braccio destro e avrei smesso di parlare”.

Nonno Carlo, racconta Saviano non era religioso ma “la tradizione ebraica è comunque entrata nella casa. Il sabato (Shabbat, la festa del riposo per gli ebrei) era un giorno particolare, anche se mio padre era cattolico e il nostro giorno di riposo era la domenica”.

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