Piddì (de rosso c’è solo er vino)

La politica, si sa, va a braccetto, nella reazione “popolare”, con la satira. Qui in Italia la satira è, a volte, l’ultimo baluardo di informazione. E l’ultimo baluardo di reazione di comuni mortali. Ed ecco satira dedicata al prossimo congresso del Partito Democratico. Targata Francesco De Carlo e i Komic Blues, autori di Sinceritù e Certe notti a Villa Certosa. Da ridere (per alcuni con tanta, consapevole amarezza). Della serie? L’Italia sarà piena di gente di sinistra, “sempre i soliti vecchi comunisti”, ma per alcuni, di rosso qui è rimasto solo il vino.

Vi aiuterà il testo, dopo il salto.

Pd, confronto a tre. Quale il miglior discorso? Ecco le parole di Franceschini, Bersani e Marino

primarie pd bersani franceschini marino

Pd, si parte. Per andare dove? Convention del Pd a Roma: l’evento ha avuto una grossa eco. Grazie ai posti vuoti. [ottone erminio]. Battute (opportune) a parte, a Roma parte davvero l’assise dei democratici, alla ricerca di un nuovo segretario. Ci aggiungessero anche la Ricerca del Tempo Perduto, con onestà intellettuale, non sarebbe male.

La location è l’hotel Marriot di Roma. Il lead del Giornale è ironico (e lo si legge con amarezza):

Prima il must patriottico dell’inno di Mameli, coi tre candidati impalati a fare karaoke sul «siam pronti alla morte». Poi, nella cornice mestamente aeroportuale dell’hotel Marriott dove si celebra la convention Pd, si chiama alla solidarietà per le vittime di Berlusconi: applausone a Giorgio Napolitano e al suo «faticoso impegno a difesa della Costituzione», e chi glielo renda faticoso è facile da capire; applausone a Rosy Bindi che «con sette parole ha dato all’Italia il senso della dignità che il Pd garantisce alle donne», lui sì

Perché non intorno al camino del loft? Lo si sarebbe forse apprezzato di più. La chiamano la Convenzione nazionale del Pd, e chiuderà ufficialmente la prima fase del percorso congressuale per la scelta del prossimo segreterio. La sfida è tra i tre moschettieri. La foto sopra è presa dal sito del Partito democratico, e il file, sul sito, si chiama proprio così: I tre moschettieri. Realtà o umorismo?

Berlusconi, quando la “stampa estera sputtana l’Italia”

Silvio Berlusconi: “La stampa estera sputtana l’Italia“. Il procedimento opposto (l’Italia è ormai sputtanata), non appare contemplato. Nel frattempo l’Observer parla del presidente del Consiglio come nuovo caudillo:

Le dittature dei nostri giorni si presentano in forme diverse, ma quella dominante è un capitalismo di stato o un’oligarchia in cui il capo controlla la cosa pubblica e le sinecure che ne derivano. Non si può parlare di dittature in senso stretto. I capi tollerano le elezioni a patto che i risultati possano essere manipolati e permettono le critiche, basta che non raggiungano le masse

I capi? Di quali capi sta parlando?

non della Russia di Putin o del Venezuela di Chavez, ma dell’Italia di Berlusconi

Amen.

Report, si riparte dal mattone

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Report riparte oggi, domenica 11 ottobre, alle 21.30 su RAI TRE. La puntata si intitola ”La via del mattone” di Bernardo Iovene.

Ecco la Sinossi:
Le norme edilizie in Italia sono le piu’ restrittive d’Europa, eppure in nessun paese europeo e’ possibile costruire abusivamente interi quartieri come da noi. La prima inchiesta di Report, in onda domenica 11 ottobre alle ore 21.30 su Raitre, entrera’ nei meandri della burocrazia in cui si perde chi vuole costruire o ristrutturare seguendo le regole.
In Italia, per una semplice ristrutturazione interna serve quasi 1 anno di tempo per tutti i permessi e circa 5.000 euro tra oneri e bolli, mentre un appartamento in Germania e’ condizionato al rilascio di permessi solo per le altezze, il tetto e i muri esterni. Il regolamento edilizio tedesco e’ raccolto in 3 paginette, quello italiano in 3 libri. Gli abusi in Germania sono rarissimi?
L’inchiesta di Bernardo Iovene analizza poi cosa succede in Italia ad una costruzione abusiva, seguendo tutti i passaggi e i costi che vanno dal sequestro fino alla demolizione e illustrando le situazioni in cui invece si applica il condono
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Barack Obama, premio Nobel per la pace 2009

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E’ Barack Obama il premio Nobel per la pace 2009. Un Nobel assegnato all’unanimità, dicono dalla Commissione di Oslo.

Raramente qualcuno ha dato come lui speranza per un futuro migliore

Speranza della quale si direbbe esserci un incredibile bisogno in tutto il mondo. Per alcuni (sono già tanti i primi commenti a caldo della Rete, dalla blogosfera a Facebook), il Nobel è stato dato a Obama “un po’ sulla fiducia”. Ma è unanime la valutazione: la scelta è condivisibile. Qui, comunque, potete leggere le motivazioni.

Un’inquietante domanda aleggia a questo punto su tutti noi italici: siete d’accordo? Non siete d’accordo? Ma soprattutto: preferivate piuttosto che la scelta cadesse sul Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi?

Lodo Alfano, Berlusconi: “Le sentenze contro di me? Queste cose mi caricano!”

Silvio Berlusconi dopo la sentenza della Corte Costituzionale che boccia il lodo Alfano (a Porta a Porta da Bruno Vespa).

La Giunta è occupata e dominata da 11 giudici di sinistra. Non solo andrò in tribunale a presentare le mie difese, ma andrò in radio, in televisione e nei giornali a spiegare questi processi. Soo deciso, vado avanti, non sono emotivamente coinvolto, sono sempre così. Mi sono solo stancato di non dire la realtà delle cose.

Ma anche: Per fortuna che Silvio c’è. Altrimenti il Paese sarebbe nelle mani della sinistra che ha una organizzazione di una minoranza della magistratura che usa il potere giudiziario ai fini di lotta politica, ha più del 70% della stampa che è tutta di sinistra con in testa Repubblica e gli altri giornali, ha tutti i programmi di cosiddetto approfondimento politico con la tv pubblica pagata con i soldi di tutti.

Dubbi, angosce, perplessità.

Lodo Alfano, il comunicato

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Ecco il comunicato della Corte Costituzionale in merito alla sentenza sul Lodo Alfano.

La Corte costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimità costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n. 9/09 del GIP del Tribunale di Roma ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresi’ dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal GIP del Tribunale di Roma“.

Nel frattempo è scontro istituzionale tra Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi. E tra Silvio Berlusconi e i giudici costituzionali.

Lodo Alfano: illegittimo

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Il Lodo Alfano è illegittimo. Così dissero, dopo due giorni di camera di consiglio, i giudici della Corte Costituzionale. Serviva una legge costituzionale, quindi viola per la Consulta l’art.138 della Costituzione. viola anche l’art.3 della Costituzione. Come scrive l’Espresso, La decisione, secondo ‘fonti qualificate’ citate dall’agenzia Ansa, è stata presa a maggioranza. In altre parole, il verdetto ha segnato una spaccatura tra giudici costituzionali favorevoli e contrari allo scudo processuale previsto per il premier”.

Lodo Alfano, conto alla rovescia

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Lodo Alfano forse. E’ il tormentone di questi giorni.

Qui trovate la composizione attuale della Corte Costituzionale: i 15 giudici che decideranno. Nessuno li invidia: verranno criticati in ogni caso. Assicurano, però – ed è quello per cui sono lì – che la decisione sarà puramente “tecnica” – è il compito della Corte Costituzionale – e giammai politica. Nel mentre Umberto Bossi grida al popolo.

Lodo Alfano, slitta la decisione

lodo alfanoCome scrive il Corriere, Lodo Alfano, fumata nera. E’ slittata la decisione della Consulta. La seduta è stata aggiornata a domani, anche se c’è chi dice che potrebbe slittare di giorni. La procura di Milano non ammessa come parte in giudizio, mentre i legali del premier, tra l’altro, spiegano a difesa del lodo:

Non è immunità. Legge uguale per tutti, ma non sempre sua applicazione. Berlusconi è primus super pares

Oggi Alessandro Gilioli scrive sul suo blog:

Per difendere il Lodo Alfano, l’avvocato Pecorella ha detto che «la nuova legge elettorale ha sostanzialmente modificato l’identità costituzionale del premier».

A me risulta che per cambiare una «identità costituzionale» serva appunto una legge costituzionale. Quella elettorale invece era una legge ordinaria.

Sempre secondo Pecorella, oggi il premier «ha una investitura diretta dalla sovranità popolare».

E pensare che invece la Costituzione diceva che il premier è scelto liberamente dal Parlamento, da deputati e senatori, e non con un’investitura diretta degli elettori.

Evidentemente ci hanno cambiato la Costituzione di notte, mentre dormivamo.

Il deputato Gaglione del PD, record-man con 90,68 % di assenze

gaglioneQuesta è una notizia tra l’amaro e l’ironico, certamente gustosa, che gira su Facebook. “Il deputato Antonio Guaglione del PD. IL record-man con 90,68 % di assenze. E il contribuente paga”. Sostanzialmente, costui si è presentato al lavoro poco più del 9% del tempo totale. Il deputato in questione, però, difende le sue ragioni:

Sono deluso. Stare in Parlamento è un lavoro frustrante, una perdita di tempo e una violenza contro la persona

FONTE: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/politica/2009/5-ottobre-2009/pugliese-deputato-piu-assente-pdstare-parlamento-frustrante-1601841927224.shtml

FONTE DATI: http://parlamento.openpolis.it/parlamentare/274749

E qualcuno scrive tra i commenti: allora vattene a casa e lascia il posto a chi è meno frustrtato (sic!) e più motivato di te. e magari rinuncia anche allo stipendio o quel “dettaglio” non è una perdita di tempo!?!?

Berlusconi “corresponsabile della vicenda corruttiva”

berlusconi mondadori

Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi è ritenuto, nelle motivazioni della sentenza per il Lodo Mondadori, come “corresponsabile della vicenda corruttiva”.

Il giudice Raimondo Mesiano precisa nelle motivazioni: “È da ritenere, “incidenter tantum” e ai soli fini civilistici del presente giudizio, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva per cui si procede“.

In sostanza, per i giudici, Silvio Berlusconi sapeva. La sentenza condanna la holding della famiglia Berlusconi al pagamento di 750 milioni di euro a favore della Cir di Carlo De Benedetti. non poteva non sapere, sapeva tutto, ha agito affinchè ciò accadesse. La Fininvest, ora, presenterà ricorso.

E domani la Corte Costituzionale si pronuncia sul Lodo Alfano.